7 giorni su 7, 24h su 24 … Misantropo a senso unico! Parla Giulio dei CRIPPLE BASTARDS

7 giorni su 7, 24h su 24 … Misantropo a senso unico! Parla Giulio dei CRIPPLE BASTARDS

cb08_2

Violenza sonora, grafica e testuale. Coerenza e attitudine li contraddistinguono da sempre e li hanno resi una vera e propria realtà estrema stimata in ogni dove. Di chi stiamo parlando? Ma dei nostri CRIPPLE BASTARDS. Ai microfoni di nosun.org il carismatico leader Giulio The Bastard…

- Ciao Giulio, oltre 20 anni di attività con i tuoi Cripple Bastards sempre ad altissimi livelli, qual’è il segreto?

Da un lato la semplice passione nel fare qualcosa perché ci piace realmente e non per appagare un determinato tipo di pubblico o per inserirci in una scena, trend o chiamalo come vuoi. Dall’altro l’ostinazione, la combattività o a volte anche il semplice pensiero “se non facessi questo nella vita forse di concreto non avrei proprio nulla“.. Il background monotono e ultra-opprimente nel quale siamo cresciuti ha fatto molto la sua parte..

 - La vostra discografia spazia tra il grindcore, il crust, il punk ed addirittura il death metal. Da dove vengono simili diverse influenze e come fanno a coesistere?

Siamo quattro persone diversissime tra loro con gusti ed esigenze espressive particolari. Ciascuno di noi ci mette dentro qualcosa di suo e da qui questo risultato. Una costante sta nel fatto che siamo una band che proviene dalla prima generazione Grind e che quindi ha attinto molto sia dai “contemporanei” del periodo in cui abbiamo iniziato ed è nato il genere sia da quelle che erano le radici, cioè l’Hardcore e il Metal più estremo degli anni 80.  Attualmente c’è il fatto che tutto questo si è evoluto e consolidato in un nostro stile molto personale, quindi non stiamo neanche più a pensare al fatto che possa suonare come una fusione di vari generi, suoniamo semplicemente quello che ci viene naturale come stile dei Cripple…

 - Il mondo metal di solito non guarda di buon occhio le altre scene, eppure i Cripple Bastards sono tra le band più amate anche dai metallari, come ti spieghi che i Cripple abbiano fatto breccia anche in chi ascolta generi totalmente diversi?

Mah, forse il piede sull’acceleratore che abbiamo sempre usato piace sia a chi nel Punk/Hardcore non si fossilizza e esce un po’ dagli schemi e sia a chi applica questa scelta anche partendo da ascolti più Metal.
E poi è innegabile che molti nostri brani abbiano richiami al Metal/Thrash, già da Misantropo a senso unico e poi ancora di più sugli album successivi..

 - La scelta di cantare in italiano credi che abbia più valorizzato o limitato la portata della proposta musicale offerta?

Non lo so, ma tante volte ho posto questa domanda a nostri amici e ascoltatori esteri (americani, tedeschi, Est-Europei) e tutti mi hanno sempre detto che preferivano il cantato in Italiano, perché ritrae meglio la rabbia e la violenza che scaturisce dai nostri testi e dalla nostra espressione. Credo che l’intransigenza sull’avere album obbligatoriamente in Inglese arrivi solo
da determinate fasce più redneck del settore, e onestamente vivo bene anche senza un pubblico del genere. Comunque, come tutto quel che facciamo, ha sempre un ruolo determinante l’istintività e la fantasia, quindi se un giorno ci verrà lo schizzo di fare un disco prevalentemente in Inglese (come è stato in passato per “Your lies in check” o “Desperately insensitive”), lo faremo.

- Parliamo di testi e tematiche, che sicuramente sono sempre dirette, crude e di posizione politica nei tuoi testi, da dove nascono?

I testi che scrivo non hanno nulla a che vedere con la politica, parlano semplicemente della vita di tutti i giorno attraverso i miei occhi e la mentalità CB. Chi tenta di interpretarli dandogli un senso politico non ha capito nulla dei Cripple Bastards.

 - Sei nella scena da diverso tempo, come hai visto cambiarla e come la reputi oggi dal punto di vista qualitativo?

É chiaro che dal 1988 ad oggi sono cambiate migliaia di cose, dai supporti musicali, all’affluenza ai concerti, al modo che la gente ha di porsi verso le band e ascoltare la musica… Non mi piace dire cosa era meglio una volta rispetto ad ora perchè non mi sento vecchio e discorsi da nostalgico o da vita vissuta li lascio a chi è veramente alla frutta e non ha altro da fare che ricordare agli altri quanto i suoi tempi andati fossero un’altra cosa. Quello che mi manca oggi dalla musica, da quel che esce in generale e dal feedback del pubblico lo metto dentro al mio lavoro con l’etichetta e nei Cripple Bastards, e mi basta per sentirmi appagato e non rompere il cazzo in giro con minchiate di nonnismo.

- Parliamo della ristampa di “Misantropo a senso unico”, da dove nasce quest’esigenza e la scelta di restituire una simile perla in una versione sonora sicuramente più moderna?

Era un progetto che avevo in mente da tanto tempo.. negli anni non avevo mai trovato uno studio di registrazione con la costanza e la pazienza di mettersi dietro a un’operazione così complessa. Poi con lo svilupparsi della FOAD Records è nata questa simbiosi con il Toxic Basement Studio di Milano e si può dire che siamo un po’ cresciuti insieme e abbiamo imparato un mucchio di
accorgimenti legati a operazioni di restauro sonoro, recupero di nastri danneggiati ecc.  Carlo del Toxic Basement mi ha spronato tantissimo a portare alla luce quello che era contenuto sulle bobine originali di “Misantropo a senso unico”, anche se dopo molteplici tentativi in Italia non si trovava più un lettore in grado di leggere quel tipo di nastro e ad essere settato su quella taratura. Alla fine l’abbiamo spedito negli States e il progetto ha iniziato a prendere forma.  Il vecchio mix del 2000, pur essendo diventato un culto totale per molti nostri aficionados, non metteva alla luce il vero impatto di questo album, svariati dettagli di come era stata suonata la batteria ecc.. Nella devastazione dell’overdose di distorsioni usata da Alberto The Crippler, tanti piccoli accorgimenti erano completamente affondati. Con questo nuovo mix che ho seguito di persona dalla A alla Z ho voluto conservare in pieno l’impatto della chitarra a rasoio “multi-strato” di Alberto, lasciando un po’ più di spazio anche al basso e alla miriade di dettagli della batteria.. sul mix originale la cassa era mixata troppo bassa, tanti passaggi sui tom sparivano ecc.
Insomma con un lavoro più scrupoloso e appoggiandoci alla tecnologia attuale abbiamo voluto ridare vita a questo album con il mix che avevamo in testa già allora ma che per vari limiti del periodo non si era concretizzato. É stato un lavorone di squadra e il Toxic Basement Studio ha fatto veramente i miracoli per arrivare a questa forma finale, credo che anche i maniaci più attaccati alla prima edizione non possano che apprezzare un restauro del genere, perché non toglie nulla al primo mix, aggiunge soltanto dettagli precedentemente sepolti.

 - Quanto è stato difficile recuperare e trattare il materiale per avere questa ristampa, compreso il pezzo inserito insieme agli svedesi “Anima Morte”?

Come ho spiegato sopra, questa bobina era stata fatta con un multi-tracce in edizione limitata di cui ne sono girati pochi esemplari in Italia. Non era un classico 1/4″ o mezzo pollice e quindi gli studi dove normalmente facciamo i passaggi da bobine anni 80 / primi 90 non riuscivano a farlo andare. Per mesi e mesi abbiamo tentato di rintracciare la macchina originale ma chi aveva seguito il lavoro all’epoca non ci ha assolutamente aiutato.. Poi lo abbiamo spedito a Roma in uno studio dove pare ci fosse stato un esemplare di quel multi-tracce, ma non riuscivano a tarare il nastro nel modo giusto per passarlo. Alla fine è poi saltata fuori l’opzione USA, in un primo periodo quando l’hanno ricevuto ci è stato detto che qualche brano era danneggiato, poi in seguito pare siano riusciti a sistemare quelli che sembravano
difetti irreparabili e farci la digitalizzazione. Il brano inedito era una session extra con il batterista e Alberto. Lo stile era volutamente diverso dal resto dell’album, avevamo in mente alcune colonne sonore di Goblin, Libra e di Frizzi.  Per me è stata una sorpresa trovarmelo lì perchè mi ero completamente dimenticato che l’avessimo inciso. L’idea ANIMA MORTE è saltata fuori perché dopo aver passato in rassegna (per featuring) vari componenti dei gruppi originali a cui ci eravamo ispirati su quel brano, i tempi di attesa per una semplice risposta si andavano dilatando. Nel nostro mailorder avevo notato questa band Svedese eccezionale composta da strumentisti incredibili che suona un genere tributo totale alle colonne sonore giallo-horror italiane anni 70. Al che ci siamo detti, anzichè aspettare qualche nostro vecchio
scoreggione per un lavoro fatto con sufficienza, chiediamo a loro che oggi suonano questo genere con il massimo della bravura e della padronanza. E da lì è nata la collaborazione e questo “Separati Dal Contagio”.

- Le vostre tematiche e copertine sono intrise di richiami a filoni cinematografici horror, pulp e polizeschi. Quali artisti di questo mondo ti hanno maggiormente influenzato?

In generale i film di genere anni ’60/70 e parte degli ’80. Da oltre 20 anni sono un appassionato del genere e un ex “ripulitore” di videonoleggi. Non sto a farti il solito elenco telefonico, mi limito a dire “i film che una volta trovavi negli scaffali imboscati ai videonoleggi e che oggi trovi ristampati in DVD anche da Mediaworld”. 

- Il tour di “Misantropo a senso unico” è diventato leggendario per le sue vicissitudini, come ti poni oggi di fronte all’esperienza live?

I live spesso sono l’aspetto della musica che apprezzo di meno perché implicano il fatto di doversi rapportare con la gente, cosa che a volte risulta difficile – specie quando si tende a preferire l’isolamento. Nei CB vanno molto a pari passo con il nostro umore, la vita di tutti i giorni e l’equilibro tra i 4 componenti della band. Non siamo macchine da palco sempre con lo show pronto e confezionato, c’è la volta che arriviamo con i coglioni girati per qualche motivo e va tutto storto e quella in cui si crea la simbiosi perfetta e l’essere lì in quel momento assume un senso compiuto, e allora va tutto alla perfezione. Nel recente tour in Brasile eravamo tutti concentratissimi e su ogni data si creava molta interazione con il pubblico, e lo reputo una delle nostre esperienze live migliori di sempre. Boh, poi in 25 anni sui palchi ne sono successe di ogni..

- Che progetti ci sono in cantiere per la promozione di questa ristampa?

Stiamo facendo una serie di date incentrate sulla scaletta dell’album rispolverando brani che fino ad ora non avevamo mai suonato dal vivo, neanche quando era uscita la prima stampa. Fin’ora vedo che la risposta è stata ottima. Non è un revival come va per la maggiore adesso, posso dire in tutta sincerità che suonare questi brani è divertente e quindi ci siamo trovati nel mood giusto nel momento in cui li ritiravamo giù, e ci fa piacere fare queste date, al di fuori del promuovere una ristampa. Questo giro di Misantropo si chiuderà a fine 2013 (protratto al massimo fino a Gennaio 2014) perché poi uscirà il nostro nuovo album su Relapse Records e inizieremo a proporre una scaletta completamente rinnovata e basata su quello.

 - Considerando la tua grande esperienza, quali sono le maggiori differenze tra i palchi ed il pubblico italiano ed estero?

Si riallaccia un po’ tutto al discorso di prima.  Boh, comunque è difficile generalizzare.. ho ricordi positivi sia di tour all’estero che di concerti qui in Italia.. serate come quelle che tempo fa avevamo messo in piedi al Dordoni di Cremona con CB e ospiti internazionali, all’estero nella maggior parte dei casi se le sognano.

 - Ti ringrazio a nome mio e di tutta la redazione di nosun.org e salutandoti ti chiedo un pensiero finale per concludere questa chiacchierata.

Grazie a voi per lo spazio dedicato ai Cripple Bastards.  Per chi volesse saperne di più: www.cripple-bastards.com    e     www.facebook.com/cripplebastards
merchandising ufficiale qui:  www.scareystore.com/cripplebastards

Intervista a cura di Marco Furia

logo cb

Misantropo a Senso Unico

Potrebbero interessarti anche...

Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 18 nov 2013 alle 5:56 pm

Lascia un commento su "7 giorni su 7, 24h su 24 … Misantropo a senso unico! Parla Giulio dei CRIPPLE BASTARDS"