ABORTED – L’intervista

ABORTED – L’intervista

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Tutti gli amanti delle sonorità estreme, almeno una volta, si sono dovuti imbattere in un massacro sonoro firmato ABORTED. In attesa di ascoltare il loro prossimo album The Necrotic Manifesto, che uscirà nel 2014, siamo andati a trovare il singer della death metal band belga. A voi Mr. Sven “Svencho” De Caluwe…

- Siete attivi da circa 20 anni, con un sound estremo e tecnico sempre tendente all’innovazione, da dove viene questa sonorità così particolare?

In un primo momento gli ascolti che hanno caratterizzato la nascita del nostro sound sono cari a band quali Suffocation, Carcass, Cryptosy, Entombed, Slayer, Hatebreed, Dying Fetus, ecc… Nel corso degli anni, ovviamente, le cose si sono evolute un po’ dato che ognuno di noi ha un gusto più ampio di musica e così abbiamo ampliato gli ascolti a band più avventurose come Converge, Burnt by the sun, e così via. Puntiamo a mantenere il nostro sound di base, senza però negare un’apertura alla ricerca e alla sperimentazione musicale.

- La vostra lineup ha subito numerosi cambiamenti, quanto questo ha influito sul vostro sound?

Non molto. In una certa misura sì, ma cerchiamo sempre di mantenere il sound come il nucleo vitale della band. Tutte le persone che hanno fatto parte della nostra lineup hanno ovviamente portato un po’ di loro, ma il sound finale deve suonare come il sound originale degli Aborted, sempre.

- Global Flatline” è un album molto diverso dai suoi predecessori, perché?

Io non lo vedrei così diverso, direi che Strychnine e Slaughter and Apparatus erano molto diversi dai predecessori, mentre Global Flatline è più in linea con tutto ciò che è venuto prima, un vero e proprio ritorno allo stile originale, quindi. Il principale nuovo elemento di quel disco è l’aggiunta di parti più lente, dark ed oscure per accentuare le parti veramente brutali.

- Quali sono le tematiche maggiormente affrontate nei testi?

Sono incentrate sul  mio odio per la razza umana, in poche parole

- Quanto è difficile personalizzare un sound come quello death metal, senza uscire dai canoni del genere?

Può esserlo, ma tutti nella band suoniamo metal estremo da oltre un decennio, quindi sappiamo quello che stiamo facendo.

- Come hai visto mutare la scena estrema in questi anni e cosa pensi di quella attuale?

Penso che le band e la gente dovrebbero concentrarsi maggiormente sul songwriting piuttosto che concentrarsi su essere i prossimi Necrophagist! Per noi è più importante scrivere buone canzoni piuttosto che suonare un trilione di note al secondo. La gente sembra dimenticare che il death metal originariamente era qualcosa che doveva trasmettere l’atmosfera oscura della ‘morte’, e non neo classico Mumbo Jumbo suonato più veloce.

- Quali sono i progetti futuri degli Aborted?

Speriamo di devastare sonoramente un sacco di gente, magari fare un nuovo album, forse un tour, e sicuramente giocare a un sacco di videogiochi!!

- Quali sono i paesi dove la risposta del pubblico, a una proposta musicale estrema come la vostra, è migliore?

Sicuramente direi la Francia, ma anche il Nord America per noi è stato piuttosto intenso come esperienze live

- Grazie per la disponibilità e chiudi questa intervista con un tuo pensiero

Non mi piace pensare!

 

Intervista a cura di Marco Furia

 

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 22 nov 2013 alle 2:47 pm

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