08
Mar

Ancora auguri per la tua morte – la recensione

Che in ambito sequel non ci si possa aspettare certamente un film innovativo è la regola. Ma, ovviamente, si spera sempre e solo che l’eccezione non confermi la regola. Purtroppo non è il caso del secondo capitolo di Ancora auguri per la tua morte, film già derivativo e privo di qualsiasi matrice originale che, nonostante le negative aspettative, ha ottenuto un ottimo successo al botteghino.

Ma se già un’azzardata impresa, perlopiù fruttuosa, era appunto rischiosa, da un sequel non ci si poteva aspettare che un flop, almeno in termini di sceneggiatura e sviluppo della trama.

Tree scopre chi c’era dietro il loop mortale della sua morte, Ryan, che assieme ad altri due suoi amici aveva costruito un reattore quantico che aveva innescato il meccanismo di cui sopra. Tree, nonostante tutto, si ritrova nuovamente catapultata nel suo peggior incubo, ma stavolta sarà tutto diverso…

Purtroppo, ricercare l’originalità in un film con grossi buchi di sceneggiatura e di per sé derivativo, è realmente azzardato. E infatti il risultato è una trama che cerca disperatamente un senso, brancolando nel buio, e muovendosi a tentoni tra gli stilemi del genere. Complicare è difficile, ma oltretutto rischioso, e Ancora auguri per la tua morte ne è la conferma.

Ma attenzione, perché con molta probabilità arriverà un terzo esagerato capitolo…

 

Alessia Urrata

 

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