Angel Heart – Ascensore per l’inferno

Angel Heart – Ascensore per l’inferno

Regia: Alan Parker. Cast: Mickey Rourke, Charlotte Rampling, Robert De Niro, Pruitt Taylor Vince, Lisa Bonet. Usa.1987

 

Una leggenda maledetta quella del musicista blues Robert Johnson che vendette l’anima al diavolo per diventare una leggenda della musica.

Era disperato, aveva perso la giovane moglie da poco, voleva a tutti costi poter suonare quella musica che tanto lo ossessionava. A tutti i costi appunto: un giorno tra il 1930 e il 1931, sul crocevia tra la 46esima e la 61esima strada a Clarksdale nel Mississippi, incontrò Satana che si appropriò della sua anima in cambio del talento. Nel 1938, a soli 27 anni, tornò per portarlo con sé negli Inferi.

Una storia oscura e affascinante che ha ispirato generazioni di musicisti da Bob Dylan ai Rolling Stones, da Jimi Hendrix ai Led Zeppelin. Ma non solo: romanzi, fumetti e film alludono alla figura di Robert Johnson, come, ma non apertamente, Angel Heart – Ascensore per l’inferno di Alan Parker.

Un film cupo, perennemente accompagnato da atmosfere noir e horror, dal voodoo che evoca presenze demoniache  alla figura di Lucifero, interpretato da un Robert De Niro dalle unghie affilate e dal nome un po’ troppo evocativo di Louis Cyphre. Il protagonista, Harold Angel, un torrido Mickey Rourke all’apice del successo, è un investigatore ingaggiato dal misterioso Louis Cyphre per scoprire che fine abbia fatto il cantante Johnny Favourite con il quale aveva stretto un patto. L’indagine di Angel si dipanerà fra tutte le persone  che hanno segnato la vita di Favourite le quali, una ad una, moriranno in maniera violenta.

Ventilatori che scandiscono il ritmo del film, il sangue come elemento costante e un’oscura figura che tormenta Angel, la cultura afroamericana così suggestiva e oscura, inquietante. Una discesa all’inferno dolorosa  e traumatica.

Il male protagonista di una pellicola che vista ai giorni nostri appare a tratti scontata e in alcune scene ridicola come quando gli occhi di De Niro diventano gialli e la pelle rossa come a spiegarci qualcosa già chiarissimo dall’inizio del film.

Il Cinema è fatto anche di sottointesi che valgono più di imbarazzanti trovate per fare scena.

 

Caterina Sabato

 

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 23 apr 2014 alle 7:39 pm

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