ANTEPRIMA – Parlano i protagonisti di THE BOOK

ANTEPRIMA – Parlano i protagonisti di THE BOOK

Noi di nosun.org non potevamo lasciarci sfuggire una simile occasione! In concomitanza con il rilascio della news, giunta a noi attraverso alcuni addetti ai lavori, abbiamo intervistato due dei nomi coinvolti nel progetto horror THE BOOK: il lavoro, composto da vari episodi, ciascuno dei quali diretto da uno dei nomi cult del brivido di casa nostra, è una produzione indipendente per la quale quanto prima verranno avviati i lavori. Ma passiamo la parola ai diretti interessati, ecco a voi Edoardo Margheriti e Luigi Cozzi

- Edoardo Margheriti, figlio del celebre Antonio, si addentra anche lui nel cinema giallo e horror. Dopo la serie SEI PASSI NEL GIALLO, ti ritroviamo nuovamente a dirigere un set del brivido. Come sei stato coinvolto nel progetto THE BOOK e come hai accolto la proposta?

Parecchi mesi fa venni contattato da Sergio Stivaletti, che insieme al suo produttore americano aveva avuto quest’idea. Accettai con entusiasmo l’offerta di dirigere uno degli episodi, essendo l’horror il genere che più amo e che preferisco. Inoltre, pur avendone scritti molti negli anni, non sono mai riuscito a realizzare un horror. Spero che con questo episodio si apra un via che mi consenta di proporre anche film horror.

- Cosa puoi anticiparci in merito all’episodio che dirigerai?

Ognuno di noi ha avuto incarico di scegliere e scrivere il proprio episodio, l’unico obbligo per legare la serie è quello di ambientare l’episodio a Roma e raccontare anche la città. Io ho voluto scrivere una storia di vampiri, anzi, vampire per la precisione.. discostandomi però dai vari Twilight e anzi, prendendoli anche per i fondelli in un paio di situazioni. Se verrà approvato e realizzato come l’ho pensato sarà un episodio dark, carico di una forte dose di erotismo. Un pensiero rivolto a mio padre con il suo Danza Macabra, e al cinema di Jesus Franco.

- THE BOOK sembra voler riprendere gli stilemi di alcune vecchie produzioni di genere, concordi? Come credi che il pubblico potrà considerare questa produzione?

Il cinema è bello perché è puramente soggettivo. Un film capolavoro per alcuni può essere una “cagata pazzesca” per altri, (consentimi la citazione di Fantozzi) e viceversa. Spero che il pubblico si diverta e si appassioni al progetto. Sono certo che incuriosirà molto per il fatto di aver riunito vecchie glorie e maestri del cinema di genere italiano. Il film sarà vario, visto che non tutti sono noti per il gotico, il giallo o l’horror. Ognuno darà la sua chiave di lettura e sarà un progetto sicuramente interessante. I patiti del genere saranno felici di questa uscita.

- Lenzi, Deodato, Margheriti, Bava, Stivaletti, Martino, Valerii, Castellari, Cozzi, Bido, Lado, De Martino, insomma, una squadra micidiale! Chi stimi in particolar modo fra questi tuoi compagni d’avventura?

Sono tutti grandi maestri con i quali ho anche collaborato in passato. Alcuni sono anche dei buoni amici, come Castellari, Cozzi, Bava, Stivaletti.. A modo loro, ed ognuno per un film diverso, hanno tutti la mia stima ed il mio rispetto.

- Avresti tenuto alla presenza di qualcuno in particolare, oltre ai già confermati? 

Ovviamente sarebbe stato bello avere Dario Argento nel gruppo, ma non è detto che non faccia una sorpresa, magari come cameo vista la sua amicizia con alcuni tra noi. Poi direi Michele Soavi.

- Da quanto aspettavi questo momento?

Come dicevo prima, sono più di trent’anni che mi diverto a scrivere horror senza mai essere riuscito a farne uno.. sarebbe ora..

- Renderai in qualche modo tributo a tuo padre con questo nuovo lavoro?

Anche qui ti ho già risposto, la storia che ho scritto è gotica, dark, erotica e sensuale… in chiave tutta al femminile ricorda alcune atmosfere di Danza Macabra, il film cult di mio padre.

- La ritieni un’idea vincente quella di assemblare tutti questi grandi nomi in un unico lavoro?

Perché no? Magari da questa operazione potrebbe scaturire un Italian Masters of Horror, composta da vari lungometraggi, ognuno diretto da uno di noi. Vedremo. Comunque sono certo che questo progetto farà parlare di se.

- Grazie per la collaborazione!

E’ sempre un piacere.

Parla il collaboratore di Dario Argento

Luigi Cozzi si addentra sempre più, nel corso della sua carriera da regista, nel cinema violento. Dopo svariati anni ti ritroviamo nuovamente a dirigere un set del brivido. Come sei stato coinvolto nel progetto THE BOOK e come hai accolto la proposta?

L’ho accolta con interesse, anche perché mi sono trovato in una gran bella compagnia di registi amici e da me molto stimati.

- Cosa puoi anticiparci in merito all’episodio che dirigerai?

Anticipazioni? Nessuna. Se il progetto prenderà corpo, cercherò di essere imprevedibile e ironico come al solito.

- THE BOOK sembra voler riprendere gli stilemi di alcune vecchie produzioni di genere, concordi? Come credi che il pubblico potrà considerare questa produzione?

Rifare oggi l’horror e il giallo di 30 e 40 anni fa non avrebbe senso. Aggiornarlo e trasformarlo adattandolo ai gusti attuali invece sì. Almeno a mio parere.

- Umberto Lenzi, Ruggero Deodato, Margheriti, Bava, Stivaletti, Martino, Valerii, Castellari, insomma, una squadra micidiale! Chi stimi in particolar modo fra questi tuoi compagni d’avventura?

Sono tutti bravissimi e hanno fatto la storia di un certo tipo di cinema, diventando dei modelli in tutto il mondo. E per tutti.

- Sperare nella partecipazione di Dario Argento sarebbe stato impossibile?

Dario ha molti impegni importanti già presi. Ma, come si dice, mai dire mai…

- Da quanto aspettavi questo momento?

Io ho sempre continuato a lavorare in questo campo, non ho mai smesso. Mi sono semplicemente adattato con piacere e soddisfazione a fare cose un po’ diverse ma restando sempre in questo settore tipo i libri, i documentari o le trasmissioni televisive come la recente 100 Pallottole su RaiMovie, che ha avuto un grande successo tra i fan. Dal 1990 di film me ne hanno offerti diversi, che ho sempre rifiutato (come già feci per LA CASA 4) perché io i film cerco di farli solo quando sono realmente convinto del progetto, come per esempio lo sono nel caso di THE BOOK.

Interviste a cura di Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 27 nov 2013 alle 11:27 pm

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