Asia Argento: regista “incompresa” – L’addio alla recitazione

Asia Argento: regista “incompresa” – L’addio alla recitazione

Asia Argento, la bad girl italiana, figlia di Dario il re dell’incubo. Sexy, trasgressiva, bambina prodigio che inizia a lavorare all’età di 9 anni con Sergio Citti nella serie televisiva Sogni e bisogni. Poi per Nanni Moretti, Carlo Verdone, Abel Ferrara e naturalmente per suo padre che la vuole in film come Trauma, La sindrome di Stendhal e Il fantasma dell’Opera .  Per niente apprezzata dalla critica che boccia sempre le sue performance, soprattutto quando è diretta dal padre, nonostante i due David di Donatello vinti come miglior attrice protagonista in Perdiamoci  di vista nel 1994 e Compagna di viaggio di Peter Del Monte nel 1997.  Anche la carriera come regista intrapresa nel 1994 non ha ottenuto consensi: basti pensare a film come Scarlet Diva in cui Asia Argento, marciando sull’immagine da dark lady che le è stata affibbiata (e che lei non ha mai rifiutato), interpreta la parte di un’attrice di film erotici insoddisfatta e nevrotica aggiungendo, tanto per gradire, una scena di sesso con l’ex porno diva Selen. E come non citare Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, tratto dall’omonimo romanzo di J.T. Leroy nel quale interpreta una piccola parte il “controverso” Marilyn Manson. Anche questo film si rivelerà un flop totale.

Ora Asia si è stufata di fare l’attrice, almeno è quanto ha dichiarato a Repubblica.it in una lunga intervista. “Non reciterò mai più. O forse sì, qualche volta, per soldi. Di fare l’attrice non ho davvero più né voglia né fantasia e forse non l’ho mai avuta”. Molti sicuramente non le daranno torto e lei, dal canto suo, preferisce di gran lunga dirigere film perché, afferma: “il regista è uno stregone”. Ha appena finito di girare, infatti, il suo nuovo film: Incompresa, un omaggio, forse a Incompreso di Luigi Comencini del 1966. Storia di una bambina e della sua scoperta del mondo attraverso la separazione dei genitori. Nel cast niente meno che Charlotte Gainsbourg e, Dio solo sa perché, Gabriel Garko. Sembra una storia in parte autobiografica, lei che con il padre non ha mai avuto un bellissimo rapporto e che è  cresciuta troppo in fretta, sempre in mezzo agli adulti.

Staremo a vedere se sarà la volta buona per Asia Argento e il suo Cinema che spesso è mancato forse di quel lavoro collettivo di cui parla nell’intervista: “In fondo il cinema è l’unica forma di comunismo ben realizzato. Per fare grande un film serve in eguale misura il lavoro di tutti, dalla costumista al regista, dagli attori agli operai, ai tecnici del suono. Questo senso della fabbrica collettiva, dove tutti sono importanti, i De Sica, i Fellini, i Pasolini l’avevano, forse anche per formazione politica e ora non esiste più.”

 

Caterina Sabato

 

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 24 dic 2013 alle 5:57 pm

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