CELL – la recensione

CELL – la recensione

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Non più zombie, ma ‘telepazzi’; non più epidemia, morbo o virus, ma ‘impulso’. Seppur di stampo derivativo (ma quale horror ormai non lo è?!?), CELL si presenta al pubblico come uno zombie movie originale e capace di muoversi, proprio come i protagonisti del film tratto dal racconto di Stephen King, tra lande insidiose e cliché tipici del genere senza troppe difficoltà. L’horror diretto da Tod Williams e sceneggiato dallo stesso King ingloba tra sangue, violenza e giusta tensione, una denuncia all’alienazione causata dai cellulari nella società contemporanea. Orde di esseri famelici si aggirano per le strade, dopo un’apocalisse causata via telefono, alla ricerca di carne umana: siamo noi, esseri ormai ridotti al puro egocentrismo, incapaci di socializzare se non via chat e dipendenti dall’apparecchio elettronico più diffuso al mondo. Cosa abbia causato l’impulso, come e perché, non viene spiegato attraverso le azioni dei protagonisti, interpretati da John Cusack e Samuel L. Jackson che tornano a formare (assieme all’autore del romanzo) il fortunato trio, ma neppure ci preme saperlo!        Il dramma è presente, seppur nella giusta dose, e i colori e la fotografia ben descrivono lo scenario apocalittico. Predominano sequenze contrassegnate dal buio, che in questo caso spaventa davvero poco poiché a far davvero paura non sono le ombre quanto i colori e le luci sui display. L’azione non manca così come i rimandi a pellicole cult, datate e non, del sottogenere avente protagonisti i morti viventi. Ma CELL, nonostante tutto, ha una marcia in più: King sa terrorizzare attraverso uno squillo del telefono, senza ricorrere a spargimenti di sangue inappropriati. CELL spaventa perché è come se ci guardassimo allo specchio e riuscissimo a vedere in quale stato la tecnologia, da qui a breve, ci ridurrà: a una massa informe incapace di qualsiasi gesto non collegato alla tecnologia.

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 15 lug 2016 alle 1:15 pm

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