18
Ago

CRAWL – la recensione

Diretto da Alexandre Aja, ai più noto per la sua incursione nello slasher con il valido ALTA TENSIONE, CRAWL, che vede tra i produttori Sam Raimi, è un beast-movie (tipico titolo estivo) con protagonisti gli alligatori.

Film derivativo e, a tratti, prevedibile, CRAWL racconta la vicenda di Haley, nuotatrice professionista che, in vista dell’uragano che sta per abbattersi, preoccupata dalle scarse notizie sul padre (col quale non ha un buon rapporto per via del divorzio con la madre) decide di raggiungerlo. Una volta in città, trova il suo pick-up presso la loro vecchia casa nella quale si addentra…a suo rischio e pericolo!

CRAWL è un film che parla dal profondo, facendoci man mano rivivere il conflitto interiore dei due protagonisti interpretati da Kaya Scodelario e Barry Pepper (un rimando all’acclamato OPEN WATER), e che si svolge nel profondo: la nostra infatti raggiungerà suo padre nelle fogne, e proprio qui scopriranno di non essere più soli.

Il mostro acquatico compare sin da subito, palesandosi in tutta la sua crudeltà e realistica riproduzione. L’intera pellicola è basata sullo jump-scare, che tiene alta la tensione e si rivela funzionale in un film che, mescolando SHARK 3D a Blu Profondo e al già citato Open Water ma con la variante degli alligatori, diverte e non annoia, aprendo anche una parentesi riflessiva sull’allerta climatica.

Insomma, film divertente e da vedere se il giorno dopo non vorrete andare al mare.

 

Alessia Urrata

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