Cripple Bastards – Nero In Metastasi

Cripple Bastards – Nero In Metastasi

nero_364_1

Band: Cripple Bastards
Album: Nero In Metastasi
Etichetta: Relapse Records
Data di pubblicazione: 14 febbraio 2014 – Germania; 17 febbraio 2014 – Regno Unito/Europa; 18 febbraio 2014 – Stati Uniti

Un nero in continua espansione.

I Cripple Bastards continuano a spargere e a diffondere le loro cellule alteranti a base di grind e crust ormai da venticinque anni, provocando tumori maligni all’interno della scena estrema europea ad ogni uscita. Oggi, a partire dai primi mesi del 2014, “Nero in Metastasi” è qui a confermare ancora una volta la presenza di un gruppo che non conosce compromessi, completamente dedito alla sua visione musicale in continua evoluzione e forte di una costante presenza sui palchi, grandi e piccoli, di tutto il mondo. Se vivessimo in un Paese in un cui il merito ha un qualche valore, allora i Cripple Bastards dovrebbero essere invitati a San Remo come ospiti. E vincere. Ma queste sono solo fantasie, ed è meglio così (o forse no, fate voi).
Nel nero profondo e dilagante che la band astigiana ci getta addosso ritroviamo la stessa atmosfera malsana e lo stesso sguardo cinico e disincantato che Giulio The Bastard va urlando da cinque dischi a questa parte (senza contare i vari ep, split e compilation); la differenza, però, è che in “Nero in Metastasi” tutto ciò è elevato all’ennesima potenza e portato ad una maggiore maturazione.
Si può rimanere legati affettivamente alle sonorità ruvide e grezze delle prime uscite come “Your Lies in Check” e “Misantropo a Senso Unico”, poichè ormai hanno fatto la storia; ma a partire dal 2003, anno di uscita di “Desperately Insensitive”, il songwriting del gruppo ha progressivamente conosciuto un’evoluzione via via sempre più percepibile, manifestatasi in una maggior cura dei particolari, degli arrangiamenti, in nuove soluzioni sonore e in un’accresciuta profondità anche nei testi. “Variante alla Morte” del 2008 caricava tutte queste cartucce nel suo arsenale e le sparava in faccia agli ascoltatori vecchi e nuovi, con una carica svedese nella produzione frutto della collaborazione dei nostri con gli Studio Fredman. “Nero in Metastasi” ribadisce questa strada andando ancora un po’ più oltre, riuscendo a spiazzare.
La copertina in bianco e nero dà il preludio all’atmosfera violenta e oppressiva, in qualche maniera fredda e distaccata, del disco: come se qualcuno, con sguardo cinico e analitico, osservasse la realtà annegare in questa pozza nera, creando un muro sempre più spesso fra sé e gli altri per preservare l’ultimo barlume di “purezza interiore” prima che un’allergia da contagio possa infettarla per sempre. Per fare questo, i Cripple Bastards sanno di dover combattere, e nei minuti del loro ultimo album mettono in musica questa personale lotta fatta con pugni, denti, sangue e polvere anch’essa nera.
Diciotto canzoni, diciotto piccole cellule tumorali, diciotto sfilettate grind ora dal sapore thrash, ora un po’ più death metal che riescono ad andare a fondo dall’inizio alla fine. Non si avvertono riempitivi né canzoni più scialbe di altre: il tutto suona in maniera molto compatta, grazie ad un sound altamente roccioso e massiccio che esalta l’incredibile lavoro di Al Mazzotti alla batteria e il suono delle chitarre, il più pulito e preciso che i Cripple abbiano mai avuto. Il punto di forza di “Nero in Metastasi” risiede negli arrangiamenti che donano spessore alle canzoni, rendendole ancora più feroci e violente: pezzi come Senza Impronte (già presente sul precedente 7” omonimo), Lapide RimossaOcchi Trapiantati e Nemico a Terra, solo per citarne alcuni, testimoniano la voglia del gruppo di cercare una via ancora più personale per la loro musica, senza snaturare di un’oncia lo stile costruito in tanti anni di carriera. E per chi cercasse le basi grind e crust, i Cripple Bastards disseminano la scaletta di piccole mine pronte ad esplodere, come la nervosissima Strage di Ostacoli, la tiratissima Anima in Disgregazione (con un inizio che sembra uscito da qualche gruppo thrash tedesco anni ’80) o la doppietta Soggetto Leucemico-Passi Falsi, che dimostra in maniera magistrale come compendiare in pochi secondi caoticità, hardcore e idee.
Ma l’apice compositivo e musicale di “Nero in Metastasi” lo si rintraccia in Splendore e Tenebra, il brano più lungo mai scritto dalla band. In nove minuti, i Cripple Bastards danno vita a tutte quelle sensazioni che si è tentato di descrivere prima, risultando il pezzo più significativo del disco ed uno dei più belli dello loro intera discografia. Smarrimento, claustrofobia e desolazione prendono vita attraverso gli arrangiamenti semplici ma efficacissimi delle chitarre (grazie all’introduzione di Wild Vitto come secondo chitarrista), facendo da perfetta colonna sonora alle liriche di Giulio, ispirate al poema Jama (La Fossa) scritto durante la Seconda Guerra Mondiale da Ivan Goran Kovacic, dove si racconta di un partigiano in una colonna di prigionieri condannati a morte.
Se agli esordi la misantropia, sentimento principale che ha da sempre accompagnato i Cripple Bastards, era furiosa e cieca, ora con “Nero in Metastasi” raggiunge un nuovo livello divenendo più matura, abisso profondo dal quale far emergere figure in bianco e nero di ambigua bellezza. Semplicemente il miglior disco della band, e una delle migliori uscite estreme con cui gli altri gruppi dovranno confrontarsi durante quest’anno.
Lasciatevi infettare.

Clicca QUI per ascoltare Malato Terminale

Tracklist:
1. Malato Terminale
2. Fumo Passivo
3. Strage Di Ostacoli
4. Regime Artificiale
5. Lapide Rimossa
6. Promo-parassita
7. Soggetto Leucemico
8. Passi Falsi
9. Occhi Trapiantati
10. Anima In Disgregazione
11. Senza Impronte
12. Nemico A Terra
13. L’Apice Estremo
14. Sconfitto Di Ritorno
15. Agonia Di Un Rientro Forzato
16. Marcatori Positivi
17. Splendore E Tenebra
18. Morti Asintomatiche

Potrebbero interessarti anche...

Autore: Carlo Cantisani

Pubblicato il 15 mar 2014 alle 6:10 pm

Lascia un commento su "Cripple Bastards – Nero In Metastasi"