Dallas Buyers Club

Dallas Buyers Club

Una storia macchiata di sangue, fango, sporca di umori, sudore e sesso squallido. In mezzo sorge la speranza e la voglia disperata di rimanere attaccati a quella cosa meravigliosa e crudele che è la vita. Dallas Buyers Club, tratto da una storia vera, l’altra notte si è aggiudicato tre Oscar: miglior trucco, miglior attore protagonista Matthew McConaughuey e migliore attore non protagonista Jared Leto. Le due colonne portanti del film.

Ron Woodroof, cinico texano omofobo scopre di aver contratto il virus del HIV e dopo un rifiuto iniziale decide di farsi curare ma a modo suo: utilizzando farmaci illegali ma efficaci che poi contrabbanda ai malati di AIDS creando un vero e proprio mercato. In questo viene aiutato dal fragile e dolce transessuale Rayon, anche lui malato e tossicomane.

Nel pianto nervoso e stremato di Ron, in quello disperato di Rayon c’è tutta l’assurdità di un sistema sanitario, quello americano, che è cieco di fronte ai bisogni dei suoi malati e attento agli interessi delle case farmaceutiche, sciacalli in giacca e cravatta. Si può decidere delle vite degli altri? Ron non ci sta, decide lui e lotta, diventando un uomo diverso, non solo nell’aspetto, ma sposta la sua visione delle cose, rimanendo però sempre se stesso. Un film denuncia come non accadeva da tempo, senza troppi drammi ma saldamente documentato. McConaughuey, consumato nel corpo (una ferrea dieta per vestire i panni di Ron), ma non nello sguardo, vivo e caparbio fino alla fine. Jared Leto candida anima che trasforma Rayon in una sventurata ragazza e non in una donna incastrata nel corpo di uomo.

Regia: Jean-Marc Vallée. Con Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner.

 

Caterina Sabato

 

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 5 mar 2014 alle 1:32 pm

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