DARKSIDE WITCHES (uncut italian version) – la recensione

DARKSIDE WITCHES (uncut italian version) – la recensione

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Gerard Diefenthal passa dalla post-produzione alla regia. Autore dello script e direttore del set ‘Darkside Witches’(2015), con protagonista la celebre e sempre bellissima Barbara Bouchet, il neo regista francese gira in Italia un film che ingloba al suo interno sesso, perversione, satanismo, occulto e stregoneria.

Sibilla (Barbara Bouchet) durante il rogo del 1589, che vede cadere vittime delle fiamme sei donne arse vive perché accusate di stregoneria, sigla un patto col demone Pazuzu, al quale giura fedeltà e devozione. Le streghe ora invocano vendetta, complice anche lo stesso demone che indossa le vesti del parroco locale di un borgo. Il Vaticano, di contro, invia l’esorcista Don Gabriele (Gerard Diefenthal) a contrastare la diffusione del Male sulla Terra…

A prevalere per quasi tutta la durata del film sono gli effetti visivi, dimensione lavorativa d’origine dello stesso Diefenthal, qui alla sua prima esperienza come regista, che sin dal prologo si lasciano notare. Se siete amanti degli effetti speciali artigianali e del make-up vecchia scuola questo non è certo il film più adatto, poiché tutta l’effettistica è totalmente realizzata attraverso la computer grafica. Nel cast, quasi tutto al femminile, troviamo nei primi minuti anche Lorenzo Renzi (uno dei fratelli Buffoni della celebre serie Romanzo Criminale), che rimarrà vittima di un’evirazione brutale che permette al regista di lasciar spazio (almeno nella versione italiana uncut qui recensita) alle grazie di una provocante strega e a una fellatio. Le nudità abbondano, seppur a tratti la critica nostrana ha davvero esagerato presentandolo quasi come un porno (ma anche no!!!), così come abbondano anche gli effetti in digitale e i rimandi a pellicole datate di casa nostra e non solo. Già, perché la stessa sinossi della trama richiama alla mente del pubblico più attento i capolavori in b/n catalogati come gotico italiano. Ricordate la maledizione lanciata da Barbara Steele sul rogo? Non mancano neppure i ripetuti richiami al capolavoro firmato Friedkin ‘L’Esorcista’, soprattutto nella figura del prete in crisi. In merito alla recitazione, Diefenthal riveste bene il suo ruolo e la mitica Bouchet non si smentisce mai nei panni di professionista assoluta. Purtroppo la fotografia non è delle migliori e l’abbondante ricorso al digitale e gli ultra poteri dei personaggi protagonisti di questa battaglia tra il Bene e il Male si avvicinano forse più ai gusti di un pubblico teen-ager. Il che, se rispecchia una mera esigenza di mercato, non ha molte giustificazioni da presentare. I dialoghi risultano abbastanza esili ed essenziali, in sintonia anche con la trama. In merito al resto del cast stregonesco, eccezion fatta per i bei fisici sfoggiati nel corso del film, vi sono poche note in merito. Le ambientazioni e alcune ricreate situazioni rimandano poi alla mente dello spettatore il capitolo conclusivo della Trilogia delle Madri di Argento, ma anche alcune vecchie pellicole di stampo fulciano e gotico. Insomma, tributi e citazioni non mancano. D’altronde, lo stesso Diefenthal ha ammesso di essere un fan dei film di Fulci e del vecchio Argento. Nel film non viene lasciato molto spazio all’originalità, ricorrendo a simbologie, abiti e rituali già ampiamente sfruttati. Sul finale, la stessa gotica ambientazione e la cerimonia che vede le streghe al servizio di Sibilla sfilare in abiti in latex e in versione dark-punk non può non ricordare al pubblico di genere la sfilata delle streghe malvagie inserita ne ‘La Terza Madre’. L’ordine costituito che cerca di celare gli strani fenomeni aventi luogo nel paesino ricorda poi alcuni thriller/horror di casa nostra datati anni Settanta. Il corpo a corpo finale tra la schiera del Bene, capitanata da Don Gabriele, e quella malefica con a capo Pazuzu (ulteriore elemento di richiamo alla pellicola di Friedkin) purtroppo tende a sterzare le sorti del film più verso un action fantasy che non verso un horror demoniaco. Nel complesso il film diverte e l’annunciato sequel lascia certamente immaginare che questo primo capitolo di quella che è destinata a diventare una trilogia abbia incuriosito non poco il pubblico in sala e anche conquistato tanti, magari giovanissimi ma sempre tanti.

Nico Parente

 

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 27 lug 2015 alle 1:34 pm

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