DEVIL’S KNOT – la recensione

DEVIL’S KNOT – la recensione

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Un efferato triplice omicidio consumatosi in un bosco del Tennessee, nella lontana primavera del ’93, e che ha visto vittime tre bambini è divenuto un caso storico della Giustizia americana. “Tratto da una storia vera” è uno slogan al quale il pubblico delle sale è ormai assuefatto, tanto da non riscontrarne neppure più l’effetto (a volte). Ma Devil’s Knot no. Devil’s Knot è diverso. Il ritrovamento dei tre corpicini nudi, legati mani e piedi, e gettati sul fondo di una palude scuote l’opinione pubblica e i vertici della legge e della giustizia locale e nazionale. Tre adolescenti (Damien Echols, Jason Baldwin, Jessie Misskelley Jr), emarginati dalla comunità locale ultracattolica poiché patiti dell’heavy metal, del cinema horror e dediti all’occultismo vengono additati come presunti colpevoli. I tre giovani sono divenuti un caso senza precedenti in tutta l’America. Atom Egoyan, regista canadese, firma questo thriller dalle forti tinte drammatiche, rifacendosi all’omonimo libro curato da Mara Leveritt,  che vede tra gli attori protagonisti i volti dei bravi James Hamrick, Seth Meriwether, Kristopher Higgins, Colin Firth, Reese Witherspoon.

Per la maggiore la trama si sviluppa nelle aule di Tribunale, dove i ragazzi verranno (in)giustamente accusati del brutale fatto di sangue. Ancora una volta viene messo in evidenza quell’aspetto malsano della Giustizia, tematica di rilevante e dolorosa portata sempre attuale. Difatti, a macchiare con una grave accusa di omicidio i tre giovani metallari patiti dell’occulto e di film horror non sono le prove schiaccianti, determinanti in ogni processo che si rispetti, quanto lo sguardo pregiudizievole dell’opinione pubblica e della comunità locale, che da sempre ritiene “pericolosi” i tre dediti a rituali satanici. L’accusa fa leva sulla confessione del giovane ritardato Jessie , celando e gettando nel dimenticatoio le tracce di DNA compatibili con quelle riportate sul corpo di una delle vittime e rilevate da uno dei genitori dei piccoli malcapitati, così come svanisce nel vuoto la denuncia esposta dal gestore di un locale nei confronti di un uomo di colore recatosi la stessa sera della sparizione dei tre bambini nella toilette totalmente ricoperto di sangue e con le scarpe e i pantaloni infangati. Un complotto vero e proprio quello portato avanti dall’accusa, che si trova a doversi fronteggiare con la difesa, passata clamorosamente in sordina, composta da alcuni avvocati d’ufficio e dalle indagini eseguite dall’investigatore privato Ron Lax (Colin Firth) , i soli a credere nell’innocenza dei tre ragazzini. Pamela Hobbs (Reese Witherspoon) è una madre disperata per la scomparsa del suo bambino e determinata nel voler far luce su quel drammatico incidente, che si renderà conto (forse troppo tardi) nascondere troppe incongruenze. Ad oggi il caso è rimasto irrisolto, senza alcun vero colpevole. I tre ragazzi portano con loro il peso di un omicidio mai commesso, scontato con 10 ingiusti anni di reclusione e una pena di morte evitata col patteggiamento. Non mancano i riferimenti e le citazioni all’horror (le sequenze oniriche ne sono un esempio palese) e all’heavy metal (i brani degli Slayer si susseguono senza sosta). Il film si presenta bene, con un’ottima fotografia, un buon montaggio, una buona prova degli attori e un’ottima regia. La suspence non manca e la venatura thriller cosparge di tensione l’intera pellicola sin dai primi minuti, facendo respirare un’aria sanguinaria allo spettatore pur senza mai eccedere nella crudeltà visiva. Ciò che più terrorizza sono la convinzione e il fondamentalismo della comunità e l’odio verso i poveri ragazzi incompresi, raggirati dalla polizia e dai suoi sporchi giochi. Ma il tutto non termina con la semplice visione, no. Devil’s Knot è un film che rimane ben impresso nella mente dello spettatore poiché a colpire non sono le sequenze violente o i macabri rituali eseguiti dai ragazzi e mostratici attraverso alcune registrazioni, quanto l’ingiustizia che regna nelle aule d’accusa e tra la gente. Le menti degli abitanti sembrano offuscate dall’odio e dall’immensa paura verso la figura diabolica tanto da non accorgersi di avere i veri presunti assassini seduti tra loro. Il film si conclude sulle note di coda che riassumono rapidamente i fatti susseguitisi all’arresto dei tre ragazzi rivelandone i gravi errori giudiziari. Un gran film, come non se ne vedevano da tempo!

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 21 mag 2014 alle 12:01 am

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