Drive (2011)

Drive (2011)

Regia: Nicolas Winding Refn. Cast: Ryan Gosling, Carey Mulligan, Bryan Cranston, Albert Brooks, Ron Perlman.

 

Una gocciolina di sudore che scende lenta sul viso. Il fiato che si arresta come dentro un’auto a folle velocità. La calma prima di un’esplosione di violenza liberatoria.

Questo è Drive, capolavoro del regista Nicolas Winding Refn, tratto dall’omonimo romanzo di James Sallis, parabola di uno stuntman solitario e introverso (Ryan Gosling) che per arrotondare fa da autista a dei rapinatori. A rompere la freddezza che lo invade ci penseranno una giovane madre, Irene (Carey Mulligan ) e il suo bambino, Benicio, per i quali risveglierà profondi sentimenti e una furia omicida impressionante per difendere le loro vite.

La violenza si fa attendere, come se la prima parte del film fosse un percorso preparatorio  ai fiumi di sangue che scorreranno nella seconda. L’avvolgente lentezza e calma del protagonista, i suoi movimenti pacati anche quando sfreccia tra le strade di Los Angeles sono i traini attraverso i quali il regista ci accompagna in una vita vuota, “meccanica”, impassibile come l’espressione di Gosling. Tanto glaciale quanto capace di trasformarsi in romantico vendicatore. Gradualmente cambia, quindi, il suo sguardo e sembra quasi di sentire le sue palpitazioni mentre guarda con devozione Irene  o mentre corre in auto all’impazzata, tutt’uno con il rombo potente del motore.

Abituati come siamo a frenetici film d’azione con sparatorie ogni due minuti e interminabili inseguimenti tra auto, Drive è invece un formidabile noir in cui l’adrenalina cresce gradualmente fino a diventare potente e a momenti insostenibile. Winding Refn sa dosare suspense e momenti di eccitante violenza, quando il protagonista si tramuta in un arma letale con un’energia che ha ben custodito dietro la sua apparente quiete. Gosling è capace di trasformarsi nel giro di pochi secondi, dal ragazzo perfetto, dolce e amorevole, che bacia con passione Irene nell’ascensore, nella scena culmine del film, a folle assassino.  Come a mostrarsi finalmente nella sua vera, doppia natura.

“A real hero”,  recita una delle canzoni della suggestiva colonna sonora: senza fronzoli, né superpoteri, né armature. Solo un giubbino con uno grosso scorpione dorato cucito sul retro. “Il pilota”, il suo vero nome non è dato sapere, è a tutti gli effetti diventato una nuova icona del Cinema contemporaneo, un James Dean sanguinario ma con il giusto autocontrollo.

 

Caterina Sabato

 

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 12 giu 2014 alle 4:40 pm

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