FALCHI – la recensione

FALCHI – la recensione

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Toni D’Angelo torna nella sua città natale, Napoli, e lo fa dirigendo un dramma a tinte poliziesche che vede impegnati come falchi Fortunato Cerlino e Michele Riondino. Coadiuvati sul set da Pippo Del Bono, Stefania Sandrelli e l’esordiente Xiaoya Ma, Cerlino e Riondino vestono i panni di due agenti di polizia, Peppe e Francesco, che operano nella sezione speciale della Squadra Mobile di Napoli. Sfrecciando sulla loro moto, i due falchi, ricorrendo a metodi poco convenzionali, faticano per riportare ordine e legalità per i malfamati vicoli del capoluogo campano. Uno spiacevole incidente sconvolgerà le loro vite che, tra mille ostacoli, si ritroveranno per affrontare un comune nemico. Quello che sin dal prologo si presenta come un action poliziesco incentrato sulla sezione speciale Falchi cede presto il passo a un dramma interiore dei rispettivi protagonisti. Attraverso il racconto personale di questi due amici-colleghi, gli sceneggiatori, tra cui lo stesso D’Angelo, narrano un’ amicizia intrisa di sangue, ambiguità, rivalità e supporto reciproco. Peppe e Francesco sembrano essere il riflesso della città in cui operano: duri ma dal cuore tenero, severi con se stessi ma disposti a darsi una seconda chance, i due agenti, dopo un grave incidente sul lavoro che infrangerà la reciproca fiducia, riverseranno le loro rispettive attenzioni su altri interessi (un cane e una donna). La fotografia di Rocco Marra risulta uno dei punti di forza del film, assieme ovviamente alle prove attoriali degli interpreti tutti e alle musiche, curate dal padre del regista ( Nino) che compare in un cammeo. Il girato risente dell’intervento della casa di produzione “I figli del Bronx” che, ancora una volta, porta in scena gran parte dei volti di Gomorra (sia serie che film). Ma i rimandi all’opera di Saviano si rinvengono anche nella scelta narrativa di raccontare la crudeltà della mala cinese insidiata a Napoli. Il sangue e l’azione non mancano e risultano adatte a stomaci forti le sequenze che vedono vittime di efferati combattimenti diversi cani. L’ azione si spreca soprattutto sul finale, che si apre a un’ eventuale proseguio, e i richiami a recenti lavori di genere di casa nostra non mancano. Quello che da titolo parrebbe un poliziesco è in realtà un film che si concede diverse angolazioni: il racconto di un’ amicizia, quello di un amore impossibile, il dramma esistenziale di due uomini soli. Se volete una visione tutta proiettili e inseguimenti non è il film che fa per voi, ma Falchi non manca di buoni spunti e qualità tecnica.

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 28 feb 2017 alle 4:43 pm

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