26
Ott

HALLOWEEN – la recensione

40 anni separano l’omonimo capolavoro di Carpenter da questo sequel ufficiale, che vede la partecipazione del regista sul soggetto e in qualità di produttore esecutivo. A dirigere il ritorno di Myers ad Haddonfield è David Gordon Green e per la speciale occasione tornano a condividere il set Nick Castle e Jamie Lee Curtis, entrambi nei rispettivi ruoli che li hanno resi celebri nel genere del terrore. Ignorando tutti i capitoli della saga (compresi reboot e remake), il copione di Gordon Green, Danny McBride e Jeff Fradley ci presenta Laurie Strode, ormai nonna, vivere isolata in una casa-caserma e maneggiare con maestria armi di ogni tipo e calibro. Segnata fortemente da quella maledetta notte del ’78, Laurie ha dedicato la sua esistenza ad addestrare figlia (Judy Greer) e nipote (Andi Matichak) alla difesa personale. Seguito da un nuovo medico (Haluk Bilginer), Myers è prossimo ad essere trasferito in un manicomio meno agiato. Due reporter, prima del suo trasferimento, desiderano intervistarlo, ma risvegliano in lui la furia omicida (mai sopita) facendogli rivedere la maschera. Myers, approfittando del trasferimento, fugge tornando a seminare morte e terrore ad Haddonfield. 

L’ottima fotografia di Michael Simmonds, assieme al montaggio serrato di Tim Alverson e le immancabili musiche di Carpenter, mirano a catapultare lo spettatore ancora una volta nei mitici Ottanta, tenendo scarsa considerazione della tecnologia e dei mezzi odierni e facendo ancora dell’arma bianca e di un piccolo centro di provincia il fulcro della narrazione. L’atteso scontro tra cacciatore ed ex-preda viene preceduto da numerosi omicidi ben girati e che fanno di Myers ancora l’Uomo Nero per eccellenza. Myers è spietato e ovviamente non mancano i rimandi all’originale (per la gioia dei cultori). Viene cancellato ogni dubbio sulla parentela tra Laurie e il killer e lo scontro finale, ricco di action, si chiude in maniera originale e (forse) volutamente conclusiva. HALLOWEEN esce in un’epoca in cui i massacri sono all’ordine del giorno e la denuncia sferrata ai tempi moderni forse colpisce più della mano di Michael. Ottimo ritorno per l’unico vero boogeyman.

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