IL DIAVOLO SUL GRANDE SCHERMO – L’Esorcista

IL DIAVOLO SUL GRANDE SCHERMO – L’Esorcista

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Se c’è un film, un unico film, che fa capo al genere satanic-movie e al cinema esorcistico tutto, questo è certamente L’Esorcista di William Friedkin (1973). Non potevamo scegliere periodo migliore per scrivere questo speciale sul cinema del Diavolo poiché proprio quest’anno il capolavoro tratto dall’omonimo romanzo di William Peter Blatty (1971) compie 40 anni, ma ancora come una volta questa pellicola è in grado di suscitare lo stesso stato d’ansia e di terrore nello spettatore! La storia la conosciamo tutti:

Regan, un’adolescente dallo sguardo dolcissimo, vive una difficile situazione: vive con la madre, attrice, mentre il padre si trova in Europa. Regan è quasi sempre sola, saltuariamente in compagnia dell’assistente della madre, ed è costretta ad affrontare in tutta solitudine la dura fase della pubertà. La ragazzina inizierà a manifestare presto strani sintomi. Attribuiti a disturbi nervosi o a problemi psichici, in realtà quelli presenti in Regan sono i sintomi di una terribile possessione demoniaca! A soccorrerla sarà un giovane prete – psichiatra di nome Damien Karras, coadiuvato nel rituale conclusivo da un esperto esorcista: padre Merrin. I rappresentanti della Curia ci rimetteranno la vita, ma in fine la piccola Regan sarà salva e tornerà alla vita normale.

Alla sua uscita, L’Esorcista riscuote un gran successo tra critica e pubblico. Diviene capofila di un sottogenere che da quel momento darà vita a una lunga serie di film sull’argomento. L’Esorcista sconvolge lo spettatore, persino il più addentrato nel genere: le bestemmie, il sangue, le scene e le battute spinte, le sequenze di blasfemia e profanazione, i riuscitissimi effetti speciali sono tutti elementi che contribuiscono a rendere questa pellicola unica nel suo genere, ma non sono questi i fattori ai quali dover attribuire il suo successo, no! L’Esorcista scuote le coscienze poiché quello che Regan (una straordinaria Linda Blair) vive è un dramma che ci avvicina alla difficile situazione della ragazzina: il rapporto burrascoso tra i suoi genitori, la dura fase della pubertà, la madre assente per lavoro… Padre Karras (Jason Miller) è una figura centrale nel film, assieme a quella di padre Merrin (un grande Max Von Sydow), e ci pone dinnanzi al suo eterno conflitto interiore e al suo dramma esistenziale: prete – psichiatra, eternamente combattuto tra fede e scienza, crede di aver perso la fede. Smarrito, riceve un duro colpo perdendo l’anziana madre. Divorato dal senso di colpa per non esserle stato vicino negli ultimi atti di vita, mentre la donna moriva in una casa di cura, contro la sua volontà, si ritrova a dover affrontare il terribile stato in cui Regan verte. Max Von Sydow rappresenta invece la fede salda, uomo tutto d’un pezzo pronto ad affrontare il Diavolo, quel demone che proprio lui, nel prologo del film, rinviene in uno scavo e fronteggia, seppur soltanto simbolicamente. Mai citato, il demone al quale si fa riferimento ne L’Esorcista è Pazuzu, entità diabolica mesopotamica. Non mancano le critiche al film da parte di chi lo interpreta e lo vede come un lavoro di stampo conservatore: il demone proviene dall’Iraq e si incarna nel corpicino di Regan, che vive in una famiglia atea e separata. Ma a noi piace guardare a L’Esorcista come un horror puro (come lo ha definito l’amico Antonio Tentori), perché quello è! Un film in grado di andare oltre l’horror, di non rientrare in una sola categoria, capace di scavare nell’animo dello spettatore per scuoterne la coscienza. Un MUST!

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 21 dic 2013 alle 2:53 pm

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