Il racconto dei racconti di Matteo Garrone

Il racconto dei racconti di Matteo Garrone

Dalla spietata realtà di Gomorra alla fatata e brutale fantasia de Il racconto dei racconti. Matteo Garrone passa così dai suoi primi film, nei quali partiva dalla realtà per arrivare al magico, ad un mondo fatato per raccontare il “vero”.

Il racconto dei racconti è la trasposizione  cinematografica  di tre racconti contenuti  nell’opera Lu cunto de li cunti di Giambattista Basile edito tra il 1634 e il 1636 a Napoli. Un Grimm italiano poco conosciuto che il regista romano ha voluto omaggiare  rivisitando le storie de La cerva fatata, La pulce, e La vecchia scorticata.

Storie fatate ma anche violentissime, splatter, con un cast internazionale: Salma Hayek, John C. Reilly, Vincent Cassel, Toby Jones.

Suggestive immagini ispirate a Francisco Goya,frutto del talentuoso direttore della fotografia Peter Suschitzky (lo stesso di Cronenberg), storie di miseria, di lussuria, di affascinante violenza che rivelano una morale finale, caustica, crudele. Draghi, orchi malvagi, fanciulle indifese, re lussuriosi. La ricerca della bellezza ad ogni costo, come ne Le due vecchie, nel quale una vecchia, inseguendo il miraggio della giovinezza, si fa scorticare: un episodio di impressionante attualità.

Una fiaba, un horror, un film per bambini accompagnati però dagli adulti: “Il mio riferimento è piuttosto Il trono di spade. Sesso, magia, fango. Lu cunto de li cunti nonostante quel sottotitolo Trattenimento de peccerille, non è per bambini, ci sono cascati anche i Grimm, ma nel Seicento non esistevano i racconti per l’infanzia”, ha dichiarato Garrone.

Caterina Sabato

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 25 mag 2015 alle 11:53 pm

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