IL VENDICATORE TOSSICO IV (2000) – la recensione

IL VENDICATORE TOSSICO IV (2000) – la recensione

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Se siete amanti del cinema d’autore, impegnato e raffinato, allora avete sbagliato sito e soprattutto recensione! Già, perché quello del quale mi appresto a parlare non è un film di genere: un horror, un thriller, un noir… No, perché definire e catalogare un film TROMA è sempre impossibile, ma soprattutto non coinciderebbe con quanto la piccola etichetta culto si appresta a produrre ormai da decenni: la demenzialità pura! Ma se la demenzialità narrata o scritta può anche risultare estremamente sconclusionata, aspettate di vederla riversata su pellicola. Come fare?? Basta vedere la saga de Il Vendicatore Tossico, uno dei personaggi più celebri e fortunati della casa di produzione capitanata da Lloyd Kaufman. Meno fragile dei suoi predecessori, questo quarto capitolo “The Toxic Avenger IV” (2000) risulta particolarmente apprezzato dai fans della TROMA. Un miscuglio ai limiti dell’impensabile di splatter, bondage, sci-fi, feticismo e chi più ne ha più ne metta!

La Mafia del Pannolino prende in ostaggio, a Tromaville, una classe di ragazzi Speciali (ritardati) : i paladini Toxie e Lardass sventano il sequestro, ma solo dopo lo sterminio di quasi tutti gli alunni! Toxie ha anche una compagna, la cieca Sarah, che deve correre a fecondare mentre a scuola è stata innescata una bomba. L’esplosione, durante la quale Lardass si sacrifica ingoiando la bomba, apre un varco dimensionale e Toxie si risveglia ad Amortville, l’opposto del suo villaggio d’origine dove si ritrova invece Noxie, versione malvagia dell’eroe col mocho.

Inutile per un prodotto TROMA stare a discutere della fotografia,scenografia, trama, ecc.. Gli effetti splatteracci non mancano, l’erotismo misto al porno neppure e il linguaggio sporco e tagliente ancor meno. Allora è tutto in regola. La presenza di Lemmy (Motorhead), leggenda dell’heavy metal, e del folle ed eccentrico Eli Roth completano un quadro dove l’unico ingrediente necessario è soltanto la pazzia, che qui abbonda! Attenzione però: come da regola del filone splatter, non mancano i messaggi subliminali impegnati e sociali. Il Vendicatore Tossico, infatti, è una palese denuncia al nucleare e all’inquinamento, e non tralascia ulteriori problemi quali la corruzione delle forze dell’ordine, il disagio da parte dei più deboli, il tipico tenore di vita americano eccessivo e altro ancora.

Se siete amanti del B-Movie e non vi imbarazza assistere a un assemblaggio di sequenze e vicende assolutamente lontane da qualsiasi quartier di filo logico, dove l’unica regola sono le tette al vento, le nudità, le assurdità e il turpiloquio, allora siete nel posto giusto…siete a Tromaville!

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 16 feb 2015 alle 3:33 pm

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