INCARNATE – la recensione

INCARNATE – la recensione

incarnate

Povero diavolo“, verrebbe da dire. Ancora una volta chiamato in causa, il Principe delle Tenebre diventa questa volta protagonista di una produzione Blumhouse diretta da Brad Peyton e interpretata da Aaron Eckhart (Dr. Seth Ember), Carice Van Houten (Lindsay Sparrow) e David Mazouz (Cameron Sparrow).

Seth Ember, scienziato dotato della rara capacità di esorcizzare le menti delle persone possedute, si trova alle prese con il caso di un adolescente particolarmente tormentato. Rimane sconvolto nello scoprire che dentro di lui si annida lo stesso spirito maligno responsabile della morte dei suoi affetti più cari: sua moglie e suo figlio. Il Dott. Ember farà di tutto per salvare la vita del giovane ragazzo e distruggere il demone prima che il mondo interno venga messo in pericolo dalla sua ferocia. Riuscirci significherebbe inoltre redimersi e iniziare finalmente a vivere una nuova vita.

Ronnie Christensen cerca di offrire un’ originale trama muovendosi in un sottogenere fin troppo abusato, e quindi non riuscendo nell’impresa. La semplice sostituzione dei termini “esorcismo” con “sfratto” e un approccio più psicanalitico al tema possessione non bastano a salvare un film piatto, senza colpi di scena e con effetti visivi e speciali molto contestabili. Aaron Eckhart, già impegnato in ambito horror con I, Frankenstein, ben si presta al ruolo di “esorcista” psicanalista che approda nella mente delle vittime per distruggere l’illusione che le corrode dall’interno. Lo stesso non si può dire per i suoi collaboratori! I riferimenti alla saga Insidious, The Conjuring e a titoli più datati come Deliver us from evil, per citarne alcuni, si sprecano e il film è un continuo avvicendarsi di sequenze e personaggi prevedibili, costruiti attraverso stereotipi del sottogenere. Il rimorso e i sensi di colpa quali motivazione per giustificare lo scontro tra Ember e l’entità non rivelano alcuna novità, rimandando anzi alla mente dello spettatore più addentrato quel Karras de L’Esorcista, ulteriore titolo di riferimento citato a destra e manca e che sembra aver, in tutto e per tutto, influenzato l’ennesima rivisitazione del tema “possessione”. Ennesimo passo falso per Jason Blum: lo sfratto è garantito!

 

Nico Parente

 

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 7 feb 2017 alle 10:54 am

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