Insomnia (2002)

Insomnia (2002)

Il sonno della ragione genera mostri. L’insonnia, la costante veglia tra giorno e notte spegne la coscienza. Questo appare l’agente Dormer  (Al Pacino) protagonista di  Insomnia, secondo film di Christopher Nolan del 2002: una leggenda dell’investigazione al capolinea.

Insieme al giovane collega Hap Eckhart (Martin Donovan) viene mandato a Nightmute in Alaska per risolvere il tremendo caso dell’omicidio di una diciassettenne. I due poliziotti trascorrono un momento difficile: sono entrambi accusati di aver falsificato delle prove per far condannare un pedofilo, realmente colpevole. Eckart è disposto a patteggiare mentre Dormer non ci sta a mettere a repentaglio la sua brillante carriera per un criminale. Carriera seguita nei minimi particolari dal detective Ellie Burr (Hilary Swank) che considera Dormer come il modello assoluto dell’investigazione.

Un caso che all’inizio sembra il classico omicidio passionale, una lite fra amiche finita male: i sospetti ricadono sul fidanzato e la migliore amica traditrice. Ma poi una figura oscura, inquietante, subentra nella storia a condurre il gioco: Walter Finch (Robin Williams) l’incubo ad occhi aperti di Dormer. L’agente immerso in una crisi di identità per la prima volta dubita di se stesso: non può trovare pace in queste condizioni. Non può chiudere gli occhi quando un presunto assassino gioca con la sua vita.

Remake dell’omonimo film norvegese del 1997, il secondo lavoro di Nolan si regge tutto sul duetto tra Al Pacino e il compianto Robin Williams. I nervi tesi del primo si contrappongono alla fastidiosa calma del secondo. Nella prima scena Williams fugge via, inseguito da Al Pacino: il suo viso impercettibile all’inizio, poi la follia nel suo sguardo placido. La disperazione nelle occhiaie scavate di Al Pacino dal torpore, dal riposo negato, dalla luce di un paese dove il sole non va mai a dormire.

Negli occhi malinconici di Robin Williams adesso è facile vedere tutto il peso della sua triste condizione. Nello sguardo di Al Pacino è facile scorgere la grandezza di un mito vivente capace di rendere grande anche un personaggio senza infamia e senza lode come Dormer.

Caterina Sabato

 

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 25 set 2014 alle 11:59 pm

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