Intervista a Gordiano Lupi

Intervista a Gordiano Lupi

Scrittore, giornalista ed editore, Gordiano Lupi (Edizioni Il Foglio) si apre ai nostri microfoni in occasione dell’uscita del suo nuovo “Storia del cinema horror italiano vol.4″. La parola all’autore piombinese…

- Quello di Gordiano Lupi è ormai un nome affermato nell’editoria, di genere ma non solo. Come e quando nasce in te la passione per la scrittura?
Affermato è una parola grossa. Diciamo che pubblico dal 1998 e un po’ di tempo è passato. Scrivere è cosa che faccio da sempre, è parte della mia vita, come leggere e guardare il buon cinema (ma anche quello meno buono). Sono i miei unici vizi…
- Cosa rappresenta per te scrivere un libro?
In ogni caso è sempre un’esigenza. Se è un lavoro di narrativa l’urgenza è più profonda, visto che ne scrivo poca e solo quando ne sento il bisogno. Se è un lavoro di saggistica (divulgativa e popolare, ché quello è il mio target), deve essere un argomento che mi affascina. Non scrivo per denaro, come non è per soldi che faccio l’editore, ma per passione. Chi mi conosce davvero lo sa.
- Sei autore ed editore di numerosissimi saggi sul panorama horror e thriller. Quando nasce in te la passione per questo genere?
Al cinema Sempione di Piombino, una piccola sala di Terza Visione ormai scomparsa (al suo posto c’è una profumeria), dove per la prima volta ho visto peplum, commedie, western italiani (credendo che fossero americani)… poi il primo grande spavento della mia vita l’ho preso con L’Esorcista, visto al Metropolitan a 14 anni, una sala di Prima Visione, e con Profondo Rosso… Sono nato nel 1960, purtroppo o per fortuna.
- La tua recente pubblicazione si intitola “Storia del Cinema Horror Italiano vol.4″. Come mai l’esigenza di realizzare questa collana?
Per dare ordine e sistemare storicamente un genere trascurato dalla critica alta. Non ho l’ambizione di fare critica cinematografica. Il mio è un lavoro informativo, una storia popolare del genere attraverso il racconto delle pellicole e degli autori che l’hanno caratterizzato. Ho sempre avuto il pallino di classificare, storicizzare, compilare filmografie…
- Possiamo dire che sei un vero e proprio amante dell’horror “made in Italy”, ma se dovessi citare i tuoi autori preferiti?
Vedo di tutto, ma a mio parere i migliori sono Bava senior e Freda, seguiti a ruota da Deodato e Fulci, senza dimenticare Argento prima maniera e qualche film di Margheriti (Apocalisse Domani).
- Cosa pensi delle nuove leve?
Molti sono davvero bravi ma non hanno possibilità di emergere, stretti da feroci e inesistenti maglie distributive. In ordine sparso: Fratter, Zuccon, Zampaglione, Zarantonello, sono molto interessanti. L’ultimo film di Zarantonello (La stanza delle farfalle) è un piccolo capolavoro, ma nessuno l’ha visto (pure io ho dovuto faticare mica poco…). Tra i giovanissimi mi dicono un gran bene di Pastore, che devo vedere, ma anche Lombardi (In the market), Simone (Week-end tra amici) e Albanesi (Il bosco fuori, Ubaldo Terzani) hanno talento. Altri bravi li dimentico di sicuro…
- Ormai sul mercato editoriale circola di tutto e tantissime piccole case editrici tentano di rivolgersi al pubblico patito di horror. Cosa pensi di questo fermento editoriale e quanto credi possa durare?
Tu credi davvero che con l’horror si possa guadagnare? Non credo che durerà, perché questo fenomeno non è mai iniziato… Un libro sul cinema horror – a mio parere – ha un potenziale di vendita al massimo di 1.000 copie (ma sono in pochi i titoli che ci arrivano, molti si fermano a 500 – 800), se esce con un piccolo editore. Certo, rispetto alla narrativa va di lusso, visto che in quel settore se vendiamo 300 copie è un succeso. Tanto per dire, il mio libro su Lucio Fulci – pluriristampato, nonostante alcuni esperti lo giudichino poco approfondito e un po’ superficiale – ha venduto oltre 1.500 copie, ma è un caso sporadico.
- Quali volumi suggeriresti a chiunque volesse affacciarsi al nostro cinema del terrore?
A parte la mia Storia del Cinema Horror, ci sono ottimi libri editi da Profondo Rosso, scritti da Antonio Bruschini e Antonio Tentori, ma anche un Dizionario Horror edito da Bloodbuster, uno scritto da Salvagnini, ci sono volumi editi da Lindau scritti da Curti, ci sono i Dizionari di Cinema di Roberto Poppi e infine c’è Nocturno, la Bibbia del Cinema di Genere. Per conoscere Bruno Mattei – non un grande autore, molti film sono decisamente modesti, ma credo sia storicamente importante – c’è un libro che ho scritto insieme a Gazzarrini, Marangoni e Mancini. Dimentico molto, credo…
- I tuoi prossimi progetti?
Dovrebbero uscire un libro su Franco & Ciccio, la Storia del Cinema Horror in e-book per il mercato spagnolo, un romanzo calcistico ambientato in provincia. Infine c’è il quinto volume della Storia del Cinema Horror, quello dedicato ai contemporanei…
Intervista a cura di Nico Parente
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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 14 nov 2013 alle 12:09 am

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