Intervista a Massimo Zanichelli, autore de FINO ALL’ULTIMA GOCCIA DI SANGUE

Intervista a Massimo Zanichelli, autore de FINO ALL’ULTIMA GOCCIA DI SANGUE

mimesis

Abbiamo avvicinato uno tra i più esperti in Italia sul tema vampirismo e sul cinema dei succhiasangue, Massimo Zanichelli. La sua recente pubblicazione “Fino all’ultima goccia di sangue” (Mimesis, 2014) è un’ interessante raccolta di tutti i lavori cinematografici e televisivi che vedono protagonista il Principe delle Tenebre e i suoi derivati.

- “FINO ALL’ULTIMA GOCCIA DI SANGUE” (Mimesis, 2014) è il tuo nuovo volume sul cinema dei vampiri. Da dove l’idea di dar vita a questo libro?

Dall’idea di poter attraversare la storia del cinema in modo trasversale seguendo il filo rosso del vampirismo…

Come nasce il tuo interesse verso la figura del vampiro?

Dalla visione da ragazzo del Nosferatu di Murnau in versione restaurata al Cinema De Amicis di Milano (che non esiste più) con accompagnamento al pianoforte come si faceva ai tempi del muto, e poco tempo dopo quella del Dracula con Bela Lugosi, al Cinema Odeon durante il FantaFilmFestival. Parliamo della seconda metà degli anni Ottanta…

In qualità di autore di un simile volume, sei ovviamente patito dell’horror. I tuoi registi preferiti?

Mi piace, ma non mi definirei un patito del genere. Anche perché il cinema dei vampiri è un filone molto particolare dell’horror… Tra i miei registi preferiti ci sono senz’altro Cronenberg, Carpenter e Romero. Poi Wes Craven e Dario Argento, almeno nella prima parte della loro carriera. E Tod Browning. Mi piace anche l’eleganza di Terence Fisher e di Jacques Tourneur…

I tuoi film preferiti?

Per l’horror: Shining di Kubrick, Carrie di De Palma, Videodrome di Cronenberg, Rosemary’s Baby di Polanski, Un lupo mannaro americano a Londra di Landis, L’esorcista di Friedkin…

Le letture che più ti hanno influenzato?

Per l’horror i libri di Stephen King, un autore fin troppo prolifico ma anche molto frainteso e sottovalutato. Per la scrittura del libro, sono state fondamentali le letture dei libri di David J. Skal e di quella piccola enciclopedia su Dracula che è “The Dark Screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo” di Pezzini e Tintori (Gargoyle).

Sei già autore di altre pubblicazioni? Quali?

Ho scritto “Psyco & Psycho. Genesi, analisi e filiazioni del thriller più famoso della storia del cinema” (Le Mani), e collaborato con alcuni libri collettivi.

Il settore editoriale, almeno in Italia, è davvero in forte crisi. Come hai vissuto questa tua nuova esperienza con Mimesis?

Sono contento di essere presente in una collana editoriale che gode di molti consensi. Poi attendiamo i riscontri del pubblico. E della critica…

Negli ultimi anni il vampiro sembra essere tornato alla ribalta. Film, libri, gadget, ecc. dedicati alla figura del non-morto. A cosa si deve, secondo te, tutto questo interesse verso il vampiro?

Dalla forza di mode e tendenze. E dal fatto che gli anni Duemila hanno furbescamente trasformato il vampiro in una bella favola per adolescenti, o in un supereroe.

Come descriveresti il tuo volume?

Un’avvincente carrellata lungo un secolo di storia del cinema esplorando un genere, quello del vampirismo cinematografico, da molteplici prospettive. Il taglio è narrativo, c’è un ricco apparato fotografico e una galleria finale con i ritratti delle dieci icone più importanti del genere. E poi una filmografia insolita, con i miglior film rappresentati dalle classiche e famigerate “stelle” (in scala da 1 a 3, come nella Guida Rossa Michelin), e i peggiori segnati con un bollino nero, per orientare le scelte del lettore nel mare magnum di un elenco di oltre duecento film.

Altri progetti?

Sto scrivendo un libro su Christopher Nolan. Uscirà il prossimo anno per Bietti Heterotopia, una delle più belle collane di cinema della nostra editoria.

 

Intervista a cura di Nico Parente

 

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 10 nov 2014 alle 3:09 pm

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