Intervista a Silvia Collatina, dal set de “Quella villa accanto al cimitero”

Intervista a Silvia Collatina, dal set de “Quella villa accanto al cimitero”

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Ve la ricordate la piccola Freudstein in quel capolavoro facente parte della celebre Trilogia della Morte di Lucio Fulci? Lei è Silvia Collatina, romana, patita di horror e ancora oggi nota al grande pubblico del terrore per aver recitato sotto l’occhio omicida del mitico Poete du Macabre. Ecco a Voi Silvia Collatina…

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- Silvia, tra i fans dell’horror sei nota per aver preso parte a “Quella villa accanto al cimitero” di Lucio Fulci. Vuoi raccontarci come sei approdata al set di uno dei più celebri film dello scomparso regista?

Il provino che feci non lo scorderò mai: mi chiesero di mettermi di profilo e simulare espressioni del viso di stupore, orrore e contemplazione… beh andò bene!

- Che ricordo hai di Lucio Fulci? Del resto del cast?

Mi ricordo perfettamente come se tutto fosse accaduto ieri. Io facevo quello che Fulci mi diceva e seguivo le sue direttive. Lui mimava delle espressioni che qualche volta mi facevano ridere, ma naturalmente lo rispettavo molto, era un adulto e il mio regista! Era piuttosto diretto e “rude”, ma ciò non mi sconvolse sebbene avessi solo 9 anni. Del resto del cast ricordo bene Giovanni Frezza, quando recitava era molto bravo e naturale. Come ricordo anche Paolo Malco e Katriona e molte scene del film. Tutto è rimasto impresso nella mia mente!

- Qualche aneddoto curioso o retroscena interessante?

Ne potrei raccontare molti. Innanzitutto informo, per chi non lo sapesse, che la mano sinistra del Dottor Freudstein era la mia (perché rigenerava il suo corpo con pezzi di carne altrui, anche di bambini ahimé) e quindi mi fecero il calco del braccio perché in una scena Paolo Malco me lo trancia di netto con l’accetta. Richiesi alla produzione  il braccio finto a fine riprese, ma non acconsentirono… però in fondo era mio!!! In camerino mi capitò di vedere in foto un’altra versione di Freudstein che non fu mai approvata. Si trattava di un uomo a mezzo busto ricoperto di sole fasce muscolari (tipo Robbie Williams in Rock dj) da cui facevano capolino due occhi folli. Secondo me era anche meglio… mi colpì particolarmente perché in questo modo erano evidenziati gli occhi folli del personaggio!

- I tuoi registi preferiti?

Non sono legata ad un regista particolare ma ai film che vengono fatti, perché a volte un regista fa un capolavoro e a volte ti lascia sbalordito negativamente. Devo dire che Carpenter è stato nel passato piuttosto coerente, sfornando varie hit horror della mia infanzia a cui sono affezionata.

- I tuoi generi cinematografici preferiti?

In primis prediligo l’horror, poi il genere criminal, storie sui serial killers.

- Cosa ti piace leggere?

Sarò monotona, ma sebbene trovo Stephen King eccezionale nelle letture sono fissata con i serial killers.

- Che musica ascolti?

Non mi precludo nessun genere musicale e posso spaziare da un estremo all’ altro. Mi attraggono suoni tecnologici e elettronici e più che un genere mi colpisce una canzone di un repertorio. Sono cresciuta a pane e Beatles, ma crescendo mi sono appassionata alla musica dance anni ’80, synth pop (adoro i Depeche Mode) e 1000 altri generi.

- La tua top ten horror movies?

L’Esorcista in vetta sempre!!! Poi, in ordine sparso : Stigmate, Shining, Amityville horror e anche Possession, L’Esorcista III, l’Anticristo, Halloween, Ballata Macabra, American Ghotic (ma non è in effetti proprio horror, la famiglia di Rod Steiger era squilibrata, ma non ci sta di mezzo il paranormale), The Fog, Suspiria, Profondo Rosso… e tanti tanti altri. Molti film, rivedendoli ora che il genere è cambiato, risultano lenti ma sono sempre dei capolavori. Ho notato che si tendono a classificare nel genere horror vari film. Io  invece  farei distinzione fra horror e terrore. Uno ha di mezzo il paranormale e l’altro no, e per me ci sta una grossa differenza! Horror non può essere, ad esempio, Dario Argento dei primi film. Inserirei quei lavori nel genere “terrore”. Tra gli horror ci metterei invece Suspiria, Inferno, Phenomena…

- Quali altre esperienze hai avuto nel cinema?

A parte pubblicità varie, ho partecipato a Murderock di Lucio Fulci, Il fiume del Grande Caimano di Sergio Martino, sceneggiati televisivi, documentari. Avrei dovuto prendere pura parte a Oci Ciornie (ahimé), perché all’epoca ero un nome (scusate la modestia ma era così, non mi sono però mai vantata!), ma purtroppo a causa di un disguido tra la produzione e la mia agente non se ne fece nulla. E pensare che ero stata presa e scelta direttamente da Nikita Mikhalkov… peccato!

- Vieni spesso paragonata, anche per una lontana somiglianza, a Nicoletta Elmi. Un tuo parere in merito?

Non ci avevo mai pensato ma ripensandoci direi di sì… oltretutto lei da piccola abitava nell’appartamento sotto quello della mia famiglia ed era amica dei miei fratelli. In Profondo Rosso è imbattibile. Comunque Fulci non cercava una ragazza con i capelli rossi per Quella Villa Accanto al Cimitero, quindi la scelta su di me fu casuale.

- Ricordi come venne accolto il film alla sua uscita?

Mi ricordo le locandine sui quotidiani, ma era un film vietato a quell’epoca. La gente mi fermava per strada e per timidezza negavo di essere io.

- Come hai vissuto questo tuo lancio nel mondo dello spettacolo, tenendo in considerazione che eri piccolissima?

Ricordo tutto perfettamente. Questo “lavoro” lo vivevo in maniera normalissima e spontanea. Ero solo molto timida e pertanto non volevo che la gente sapesse di questa mia seconda “vita”.

- A distanza di tanti anni, che effetto ti fa oggi rivedere “Quella villa…”?

Beh, rivederlo al Cinema Trevi per la rassegna in onore di Fulci (dove c’eri pure tu e ti ringrazio!) fa un effetto ben diverso che rivederlo in DVD o in video cassetta. Mi sembrava fosse la prima volta, una forte emozione!

- Soprattutto negli U.S.A. e in Francia Lucio Fulci è molto amato, concordi? 

Assolutamente sì, molto più che in Italia. All’estero è un mito e non solo in USA, ma soprattutto in Sud America. Non me lo aspettavo!

- Cosa pensi del cinema italiano di genere dei giorni nostri?

Penso che attualmente si faccia molto leva sulle commedie italiane. L’horror invece è morto da quel dì. Purtroppo ormai il cinema del genere in Italia non è più riproponibile. Ma magari come thriller degni di nota annovererei negli ultimi anni “Almost Blue” e anche “Il falò delle vanità”  e “Occhi di cristallo”, e forse ne dimentico qualcuno.

- Com’è presenziare a convention, conferenze ed eventi del settore dopo tantissimi anni?

Presenziare alle convention è un’esperienza unica, piacevole e divertente. E’ un piacere incontrare i fans, fare foto e autografi con loro. Sono molto affettuosi. Ed è un’esperienza pure per me, perché io stessa sono una fan e durante queste réunion gironzolo per incontrare attori e registi di altre parti del mondo! (ad esempio George Romero e Tom Noonan, un’emozione unica!).

- Avremo l’opportunità di rivederti sul grande schermo?

Non lo so. Mi piacerebbe, ma deve essere esclusivamente qualcosa legato all’horror. Diciamo che vorrei più stare dietro le quinte a scrivere sceneggiature e a sviluppare idee insieme a registi e scrittori piuttosto che recitare. Se dovessi recitare dovrebbe essere qualcosa un ruolo proprio sentito e terrificante. Il tempo però è davvero poco, ma i progetti ballano sempre nella mia testa e devo finire di scrivere un libro che mi piacerebbe fosse un film, naturalmente sul tema Horror! Grazie per l’intervista!

Intervista a cura di Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 12 nov 2014 alle 12:00 pm

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