INTO THE STORM – la recensione

INTO THE STORM – la recensione

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Correva l’anno 1996 quando nelle sale di tutto il mondo impazzava “Twister” di Jan de Bont, film catastrofico basato su un’idea di Michael Crichton e Anne Marie -Martin, che per la prima volta, grazie ad un ampio uso di effetti speciali per l’epoca avanzatissimi, ci ha permesso di seguire da molto vicino la furia dei tornado. Con Helen Hunt e Bill Paxton protagonisti, “Twister” si aggiudica diversi riconoscimenti e premi registrando un incasso fuori misura (495 milioni di dollari!). Un film che ancora oggi viene ricordato e lodato dagli amanti del genere per la sua innovazione, la carica e l’ottima riuscita sul pubblico. Ma ad oggi qualcuno sembra quasi volerne emulare la portata di quel celebre titolo, primo oltretutto ad uscire in formato DVD. Approda infatti nelle sale italiane il 27 Agosto “Into the storm” di Steven Quale, film che vede tra i volti protagonisti quello di Sarah Wayne Callies (The Walking Dead), Richard Armitage, Matt Walsh, Alycia Debnam-Carey e Arlen Escarpeta.

Una lunga serie di personaggi, a noi presentati attraverso false riprese amatoriali e interviste, dei quali pian piano veniamo a conoscerne la sfera più intima e privata si troveranno a tu per tu con la più grande e furiosa tempesta della storia, abbattutasi sulla cittadina di Silverton. Tra questi, in particolare, ricordiamo: Gary, vedovo e vice preside del liceo della cittadina alle prese con i due figli adolescenti; Allison, meteorologa  assunta da Pete, quest’ultimo documentarista che sogna di filmare il twister perfetto per far carriera; Donk, amante del rischio e folle spericolato che spera di diventare ricco attraverso le numerose visualizzazioni registrate dalle sue imprese su YouTube. Chi tra loro riuscirà a sopravvivere alla furia del più grande tornado della storia?

Uno dei pochi punti a favore di un film, a parere di chi scrive, poco apprezzabile sotto molti aspetti (soggetto, sceneggiatura, musiche, interpretazione … ) è, forse, la riuscita degli effetti speciali, palesemente digitali e che certamente avrebbero potuto regalare più emozioni al pubblico, soprattutto se si azzarda il paragone con quelli presenti nel già citato “Twister“, risalenti a circa vent’anni fa. Sì, gli attimi di suspence non mancano e il grande schermo, a tratti, rende giustizia alle sequenze catastrofiche: aerei, camion, edifici, e chi più ne ha più ne metta, sollevati da terra quasi fossero carta straccia. Ma nel complesso il film non sembra avere presa sullo spettatore che, eccezion fatta per qualche buona trovata (vortice di fuoco, ad esempio) che richiama fortemente la sua attenzione, difficilmente riesce a non annoiarsi, complice anche la poca credibilità della trama: la sequenza che vede infatti il regista Pete a bordo del suo Titus elevarsi sin sopra le nuvole per poi precipitare nella coda del ciclone davvero risulta degna di un film fantascientifico più che di un catastrofico. “Into the storm“, remake non ufficiale del capolavoro di Jan De Bont, punta tutto sul POV, fenomeno fortemente in crescita e apprezzato tra i teen ager, ma che poco può giovare alla riuscita di un catastrofico, forse. Nota di merito alla brava Sarah Wayne Callies, ben calata nel suo ruolo. Restiamo in attesa di una prossima tempesta, speriamo più convincente.

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 29 ago 2014 alle 10:19 am

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