LA CASA (2013)

LA CASA (2013)

la casa

E’ il 1981 quando un giovane Sam Raimi, coadiuvato dall’ amico attore Bruce Campbell, raggiunge i vertici della notorietà lanciando sugli schermi di tutto il mondo la pellicola, di lì a breve destinata a divenire un vero e proprio cult, La Casa. Se da sempre la letteratura macabra ispira registi e produttori, questo è un caso divenuto fenomeno: questa volta non è una semplice dimora infestata o il Re degli Inferi a dominare per tutta la pellicola, bensì la causa di questo vortice delirante di sangue, morti e possessioni demoniache risiede nelle pagine di un antico testo maledetto, il Necronomicon, anche noto come il “libro dei morti”. La leggenda vuole che il volume sia stato scritto con il sangue e foderato in pelle umana. Ma se tutto questo appartiene al culto e alla tradizione popolare, nonché all’ immenso estro creativo di un autore quale H.P. Lovecraft, La Casa è invece una solida realtà e il remake diretto da Fede Alvarez ne è una prova! Non il solito remake quindi..

Tre ragazze e due ragazzi, ciascuno coi propri problemi e le proprie attitudini, si recano in una casa nel bosco per il weekend. L’intenzione è di aiutare una di loro a chiudere con la droga, passando con lei i primi giorni di astinenza. Luogo in passato di inquisizione e riti macabri, il cottage nasconde nel suo scantinato un vero e proprio martirio di gatti e tra le ceneri è possibile, per sfortuna dei poveri malcapitati, rinvenire diversi elementi che racchiudono il Male, quello vero. Riportando alla luce un antico testo viene invocata una spaventosa forza demoniaca che si impossesserà in primis della giovane Mya, facendo credere ai suoi amici che i suoi deliri siano provocati dall’ astinenza.

Dopo 30 anni viene riportato sugli schermi uno dei più grandi titoli horror di tutti i tempi, ma questa volta l’ironia e il grottesco vengono messi volutamente da parte per dar vita ad un film demoniaco al 100%. Il cast funziona bene, il ritmo è coinvolgente sin dai primi minuti e la tensione e l’adrenalina non vengono mai meno. La scelta è ricaduta, in memoria dei vecchi tempi e contrariamente a tutte le altre pellicole del genere in circolazione negli ultimi anni, sugli effetti speciali analogici anziché digitali e questo ha premiato il regista e la riuscita del film. Ovviamente le citazioni al capostipite non potevano mancare (arti mozzati, la motosega, l’uso del punto di vista del demone ad alta velocità), ma il resto della pellicola si presenta come un continuo richiamo ai capisaldi del genere satanic-movie, con particolare predilezione per L’ Esorcista. Le battute della giovane posseduta, il suo sguardo, il trucco, il vestiario e quant’ altro riportano senza ombra di dubbio alla piccola indemoniata Regan. Le sequenze di suspence sono lunghe e non permettono, poiché son talmente ben realizzate e coinvolgenti, allo spettatore di distogliere lo sguardo. Il finale è una sequenza unica e memorabile: una pioggia di sangue apocalittica in grado di far immedesimare il pubblico nell’ infernale situazione facendogli provare un intenso brivido lungo la schiena. Complimenti alla produzione, al regista e all’ intero staff tecnico per la riuscita di questa brillante opera destinata alla consacrazione come uno dei remake più riusciti!

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 7 ott 2013 alle 7:46 pm

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