La Nona Porta

La Nona Porta

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La Nona Porta (1999) è l’ulteriore prova di Roman Polansky di accostarsi alle tematiche sul Maligno, dando così un seguito al suo Rosemary’s baby (1967).

Boris Balkan (Frank Langella), ricco collezionista di libri, unico al mondo ad avere una vasta e accurata collezione sulla figura del Diavolo, commissiona all’esperto mercenario di antichi testi Dean Corso (Johnny Depp) un’indagine su un volume in suo possesso: Le nove porte del regno delle ombre, scritto da Aristide Torchia nel 1666. Balkan è desideroso di conoscere quale, tra le uniche 3 copie esistenti al mondo, sia l’originale. Nel viaggio tra Spagna e Francia, sempre al fianco del diavolo custode (Emmanuelle Seigner), Corso verrà catapultato in un mondo esoterico cupo e violento, scoprendo che in realtà le 3 copie sono tutte autentiche e che il solo modo per evocare il Maligno, al fine di avere i suoi servigi, è possedere tutte le pagine dei tre libri firmate da Lucifero in persona. Il lavoro commissionatogli  porterà Corso a divenire protagonista di questa pericolosissima ricerca ed evocazione.

Il tema della ricerca del Maligno è dettato da un’atmosfera sempre tesa e di suspence in questo film; la scelta della ragazza ad incarnare il demonio, poi, dimostra che il Diavolo non è poi brutto come lo si descrive nella tradizione e che, quando la situazione lo richiede, ci mette lo zampino come deux ex machina. Se da una lato le atmosfere sono ottime e la strutturazione tiene bene, dall’altro l’evoluzione della storia troppo surreale e frettolosa non splende nella fatica di Polansky. Certo il paragone col romanzo Il Club Dumas, di Arturo Peréz-Reverte, da cui il film è stato tratto, è impensabile ma nel complesso la pellicola poi non dispiace e si lascia guardare. Johnny Depp, straordinario interprete, dà come sempre ottima prova di recitazione, anche se lo si è visto in ruoli a lui certamente più adatti. Sicuramente un buon film, con una buona trama e una valida regia, solo che dalla coppia Polansky-Depp era lecito aspettarsi qualcosa in più. Il cast è eccellente: oltre a Depp e la Seigner, presenti anche Lena Olin, Frank Lagella, James Russo, Jack Taylor, Barbara Jefford. La sceneggiatura è scritta a sei mani da John Brownjohn, dallo stesso regista e da Enrique Urbizu; le musiche sono di Wojciech Kilar, la scenografia è curata da Dean Tavoularis, la fotografia di Darius Khondji e gli effetti speciali curati da Gilbert Pieri e Jean-Louis Trinquier. Notevole la cura degli spazi e dei dettagli, con costante richiamo al panorama occulto. La brutalità negli omicidi non manca, seppur sempre contraddistinta dalla massima eleganza della mano di Polansky. Affascinante l’accostamento tra la figura femminile e quella esoterica-occulta, anche se già trito e ritrito, che ancora una volta evidenzia quanto il nostro caro Polansky sia abile a muoversi negli ambienti dove dimorano le fiamme dell’Inferno. Nel complesso una valida produzione, che sicuramente non aggiunge molto al genere ma che neppure dispiace vantare nella collezione.

Marco Furia

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 9 dic 2013 alle 10:14 am

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