08
Lug

LA PRIMA NOTTE DEL GIUDIZIO – la recensione

Diretto da Gerard McMurray e scritto da James DeMonaco, il film narra l’origine dello Sfogo annuale nell’America del 2020. Il progetto, un prequel, si discosta molto (forse per volere dello stesso De Monaco) dalla trilogia culto. Il motivo? Anzitutto, per i già addentrati, il capitolo antecedente la saga non aggiunge molto presentando soltanto alcune novità, come la figura della psicologa sfruttata dai Padri Fondatori per il loro sanguinario piano e l’interessante dato rilevato dal primo esperimento che dimostra quanto in realtà, anche dietro compenso economico, la gente non sia disposta a prender parte allo Sfogo. E il tutto si ricollega al secondo e terzo capitolo, i più illuminanti: il piano di eliminazione del basso ceto per volere della classe dirigente affinché l’economia del Paese possa risollevarsi viene dunque svelata (non che prima non fosse intuibile) e le bande di mercenari reclutate appositamente dal governo a stelle e strisce trovano qui un ruolo primario. Ma non tutto è come sembra: e se uno stato di disordini e anarchia può far pensare a un momento di interesse per le bande criminali locali, lo stesso non sembra valere per Dmitri (Y’lan Noel), che assurge a difesa del proprio territorio contro i massacri orditi dal Sistema. Ed ecco allora le due economie, facce della stessa medaglia, scendere in campo (armate) e fronteggiarsi: dove non esiste lo Stato è il crimine a rappresentare la gente e la legge e la figura di Dmitri lo dimostra affrontando un intero esercito, all’interno di un grattacielo (tributo a The Raid?), pur di mettere al sicuro la sua gente e far comprendere al Sistema che il popolo è disposto a combattere. Non mancano i meri riferimenti al cinema di genere, con tributi allo slasher movie (da Nightmare ad Halloween) e all’action. E proprio verso quest’ultimo sembra orientarsi il film da metà girato in poi presentandoci la rivolta della gang capitanata da Dmitri sino alla sua decimazione e alla battaglia personale del boss di quartiere. Film muscolare e adrenalinico, La prima notte del giudizio, contrariamente agli altri capitoli, tralascia questa volta la critica sociale e la ferocia politica per regalare momenti d’azione allo stato puro. Che il pubblico si aspettasse davvero questo? 

 

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