La paura cammina con i tacchi alti – la recensione

La paura cammina con i tacchi alti – la recensione

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Stefano Iachetti proviene dalla fotografia e i suoi precedenti lavori (dei libri fotografici, appunto) dimostrano le sue competenze tecniche in materia. Iachetti è un patito del giallo all’italiana, del quale ha avuto la fortuna di viverne l’epoca e il suo indissolubile legame con il panorama del brivido e la macchina fotografica è racchiuso nel suo titolo di punta “Asia Argento – la strega rossa”, coeditato dal Centro Sperimentale di Cinematografia, presso il quale il fotografo opera. Perché anche il libro dedicato alla dark lady italiana è prettamente fotografico. Di recente, Iachetti propone un nuovo lavoro, in origine ideato come l’ennesimo book a base di scatti e colori, poi rivisto sotto forma di libro intervista che vede la partecipazione delle protagoniste del thriller madre in Italy anni ’70. Che la scelta sia stata dettata da numerosi fattori di forza maggiore lo dimostra la piatta e carente contenutistica (brevissima presentazione dell’intervistata/o in stile Wikipedia e poi raffica di domande). Dimenticate analisi dei film o altro, così come immagini ghiotte o dichiarazioni esclusive. Certamente il lavoro di Iachetti va apprezzato per tenacia, determinazione e capacità di avvicinare tante attrici del passato. Ma nell’era di internet, accorciare le distanze non risulta più una nota di merito e il libro in questione sembra voler essere un insieme di materiale sparso nella rete e racchiuso in un unico volume. Un lavoro (anche costato fatica) del quale oggi (tra blog, siti e social) non se ne avverte la mancanza sugli scaffali. Sui tacchi alti bisogna saper camminare e per ora la paura ha fatto un brutto scivolone

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 14 mar 2017 alle 2:32 pm

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