La ragazza nella nebbia – la recensione

La ragazza nella nebbia – la recensione

la-ragazza-nella-nebbia

Tra lo scrivere un romanzo e dirigere un film vi è un abisso nel mezzo. E il re del brivido Stephen King ne è la conferma: quando a dirigere lavori tratti dai suoi libri lo scrittore horror più celebre nel mondo ha prestato il proprio impegno, la riuscita non è stata sbalorditiva. Ma se a farlo sono altri, come il valido Andy Muschietti (IT Chapter 1), il materiale di partenza risulta a dir poco esplosivo. Donato Carrisi, il più attualmente noto autore italiano di thriller nel mondo, già dedito alla sceneggiatura televisiva e cinematografica, doveva forse domandarsi se i tempi erano maturi per esordire alla regia? Il suo La ragazza nella nebbia, trasposizione dell’omonima opera letteraria da lui firmata, giunge in un momento in cui la cronaca nera vanta un archivio molto più ricco e, ahìnoi, inquietante. Non a caso, lo scrittore per il suo La ragazza nella nebbia sembra attingere a piene mani dai casi più eclatanti di sparizioni degli ultimi anni: quello della piccola Yara Gambirasio su tutti. Il suo è un giallo che mescola la vecchia tradizione del genere in chiave tricolore alla più cruenta cronaca nera. L’assassino non uccide più per motivi legati a chissà quale psicologia contorta, ma per denaro. Proprio come nella prima ora del giallo. La piccola comunità religiosa, il paesino di montagna sconvolto da un caso tanto eclatante quanto agghiacciante, non possono invece non riportare alla mente dello spettatore il macabro delitto della ragazzina di Brembate. Ma Carrisi vuol dare un tocco internazionale al film e strizza l’occhio a Fiumi di porpora: ecco infatti nel cast, al fianco di un valido e ottimo Servillo, Jean Reno. Il resto degli attori, i dialoghi e la fotografia non brillano in questo esordio dello scrittore, che purtroppo gestisce le tempistiche cinematografiche come stesse scrivendo un romanzo, concentrando troppi elementi fondamentali negli ultimi minuti e rendendo la trama estremamente complessa nonostante la fluidità e la semplicità del soggetto di base. Servillo intrattiene bene lo spettatore, ma non basta l’attore a fare un film. Sperando di rivedere Carrisi più in forma quanto prima.

Nico Parente

Potrebbero interessarti anche...

Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 8 dic 2017 alle 11:49 am

Lascia un commento su "La ragazza nella nebbia – la recensione"