L’AVVOCATO DEL DIAVOLO

L’AVVOCATO DEL DIAVOLO

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Taylor Hackford dirige, nel 1997, L’Avvocato del Diavolo.

Il rampante avvocato Kevin Lomax (Keanu Reeves) si spiana velocemente la carriera, a tal punto da essere notato da John Milton (Al Pacino), illustre dirigente del più grande studio legale statunitense, che gli offre un incarico che impegnerà tutte le forze del giovane rampollo a scapito della moglie Mary Ann (Charlize Theron) e dei suoi princìpi. Solo diverso tempo dopo, tra lussi sfrenati e continue tentazioni, Kevin capirà che il suo datore di lavoro altro non è che Satana in persona, il quale riserva per lui e la sorellastra Christabella Andreoli (Connie Nielsen) ben altri progetti. 

L’avvocato Lomax, come la maggior parte degli uomini, ricorre all’oppiaceo più naturale per aumentare il proprio ego in relazione ai propri successi lavorativi: la vanità. Da qui, un oscuro datore di lavoro decide di dargli la possibilità di aumentare ancor più il proprio ego. Una delle interpretazioni più intense di Al Pacino, che tesse la trama della sua conquista del mondo ancora una volta grazie alla progenie scaturita dal libero arbitrio. Tutto il film è ambientato in una moderna rivisitazione di Babilonia, con tanto di gironi danteschi e richiami al paradiso perduto di Milton, un’allegoria su quanto il Diavolo possa conoscere bene i propri figli, cosa bramano e i modi per tentarli. Solo dopo aver perso tutti gli affetti familiari per colpa del proprio egoismo, Kevin si accorge di essere un manichino coinvolto in un gioco molto più grande di lui, e come l’uomo tira il meglio di sè solo di fronte alla disperazione, allo stesso modo, Kevin decide con il suo libero arbitrio di mettere fine alla propria vita, mandando in fumo i piani del Diavolo. La scena finale del film, dove Satana prende le sembianze di un giornalista, dimostra quanto sia fragile la natura umana di fronte alla vanità. Film importantissimo nella sua trasposizione letteraria del Paradiso Perduto di Milton e psicologica nell’identificazione delle debolezze umane, reso un capolavoro dall’immensa prova interpretativa di Al Pacino nei panni di John Milton e dal suo monologo incentrato su come sia meglio regnare all’Inferno che servire in Paradiso. A livello tecnico impeccabile, dalla sceneggiatura alla fotografia, passando per la colonna sonora e l’incantevole scenografia, L’Avvocato del Diavolo si aggiudica di certo un posto in prima fila tra le pellicole che vedono il Signore degli Inferi protagonista. Da avere!

Marco Furia

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 4 dic 2013 alle 7:03 pm

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