LEATHERFACE – la recensione

LEATHERFACE – la recensione

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A pochi giorni dalla triste scomparsa di Tobe Hooper, produttore esecutivo del prequel che ci accingiamo a passare in rassegna, esce nelle sale italiane (e solo in quelle! Nel resto del mondo il film verrà distribuito direttamente nel formato home video) Leatherface di Alexandre Bustillo e Julien Maury. Attraverso questo prequel, ennesimo tassello dell’immenso puzzle dedicato al ragazzone con maschera di pelle umana e motosega alla mano, i registi mirano a fornire allo spettatore la genesi del mostro.

Quattro adolescenti violenti, scappati da un ospedale psichiatrico, rapiscono una giovane infermiera e la portano con loro in un viaggio all’inferno inseguiti da un poliziotto altrettanto squilibrato in cerca di vendetta. Uno dei ragazzi è destinato a vivere eventi tragici e una serie di orrori che distruggeranno la sua mente per sempre trasformandolo in un mostro noto come Leatherface.

Seth M. Sherwood firma un copione, a suo modo, originale ma che guarda indietro, ai lavori del passato (più remoto ma anche recente) dando vita a una storia che fa dell’orrore perpetrato dall’ordine costituito (qui rappresentato dallo sceriffo Hartman [Stephen Dorff]) e dalla scienza, nonché dalla complice società, l’asse portante e giustificazionista delle mostruose azioni commesse dalla famiglia Sawyer prima e dal rampollo Jackson (Sam Strike) dopo. La violenza si spreca e l’arido contesto texano si presta ottimamente a teatro di guerra tra la polizia corrotta e fascistoide e i ragazzi affetti da disturbi mentali in fuga dopo la rivolta provocata nel manicomio criminale da Verna Sawyer (Lili Taylor). Ancora una volta, la saga Non aprite quella porta, come già altre, denuncia quanto prodotto da una società che non concepisce il concetto di ‘diverso’, anzi lo rifiuta internandolo in un istituto teatro di torture e violenze di ogni genere. Chi sia il vero mostro, tra i Sawyer e la polizia, spetta al pubblico stabilirlo. Anche se qualche suggerimento da parte del duo Bustillo – Maury non manca.

Nel complesso, un film divertente e che aggiunge un tassello mancante nella prolifica saga The Texas Chainsaw Massacre.

 

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 19 set 2017 alle 11:00 am

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