Liberaci dal Male – la recensione

Liberaci dal Male – la recensione

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L’agente di polizia Ralph Sarchie indaga su una serie di efferati delitti consumatisi nel Bronx di New York. Inquietanti simbologie, avvenimenti inspiegabili e fenomeni paranormali convinceranno l’agente Sarchie ad affiancarsi a Padre Mendoza, un prete gesuita che lo convince a seguire la via del mondo occulto e demoniaco. I due lotteranno sino all’ultimo per fermare il Male abbattutosi sulla città…

Questa, in sintesi, la trama del nuovo horror diretto dal validissimo Scott Derrickson (L’esorcismo di Emily Rose, Sinister), regista ormai affermato nel filone satanic movie e capace di regalare di volta in volta ottime prove e sobbalzi a go go. Ora, nelle sale di tutta Italia arriva “Liberaci dal male”(2014), thriller dalle forti tinte orrorifiche ispirato ai fatti realmente vissuti dall’agente di polizia Ralph Sarchie, per l’occasione interpretato dal bravo Eric Bana. Derrickson, con l’aiuto di bravissimi attori (Bana, Edgar Ramirez, Olivia Munn e Sean Harris), mette a segno un disturbante thriller metropolitano sanguinario e cupo, denso di colpi di scena, inquietante e che lascia vivere allo spettatore intensi attimi di suspence. Il regista si muove in ambienti perennemente notturni e oscuri, tetri. Il film non impiega molto a partire e il ritmo è incalzante. Davvero bravo Sean Harris nel suo ruolo, malvagio e inquietante. Già l’aspetto dell’ex militare posseduto, artefice dei misteriosi e tetri fatti di sangue, risulta a tratti sufficiente per terrorizzare a dovere lo spettatore. Non mancano riferimenti e citazioni a tantissime altre pellicole di genere, “L’Esorcista” di Friedkin su tutte (il prologo in Iraq ne è un esempio). Interessante l’accostamento dei testi del celebre Morrison con i casi di possessione, mentre la colonna sonora, intervallata da alcuni tra i più celebri brani dei Doors, risulta davvero piacevole. Il nome della band (The Doors) come metafora di un ingresso agli Inferi è uno spunto degno di nota, seppur a tratti la continua demonizzazione della musica rock può anche risultare superata e fuori luogo. Interessante la differenza, spiegataci dall’insolito Padre Mendoza, tra Male primario (proveniente dall’ultraterreno) e secondario (opera dell’uomo) sulla quale il film verte per tutta la sua durata. Viviamo parallelamente il triste calvario delle vittime possedute e uccise con quello dell’agente Sarchie, divorato dai sensi di colpa per alcune sue gesta inconfessabili e che lo porteranno a ritrovare la fede e ad operare al fianco di Mendoza per portare a compimento il macabro rituale esorcistico finale. Proprio il continuo ricorso ai luoghi comuni fa del film il suo punto debole però. Il finale, caratterizzato da un esorcismo improvvisato nella stazione di polizia, giunge inaspettato e contribuisce a far calare improvvisamente quello stato di tensione tanto ben costruito nei 100 minuti circa precedenti. Il lavoro rimane comunque di ottima fattura, con effetti speciali degni di nota e un ritmo ben sostenuto e agevolato anche dalla bravura degli attori. Peccato, una buona occasione che poteva essere sfruttata meglio.

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 31 ago 2014 alle 7:04 pm

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