Lights Out – la recensione

Lights Out – la recensione

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Nato da uno short divenuto virale sul web, Lights Out è uno dei film più apprezzati degli ultimi anni. Prodotto da James Wan, ormai vera e propria garanzia in campo horror, il film rappresenta l’esordio cinematografico del regista David Sandberg.  Interpretato da Gabriel Bateman e Maria Bello, Lights Out si presenta come l’ennesimo tentativo di rappresentazione delle paure ataviche in un contesto familiare difficile. A predominare infatti non è tanto la presenza misteriosa ed inquietante quanto il grave disturbo psichico della protagonista, non a caso madre single incline a comportamenti sadici nei confronti del figlio. Il paragone con l’ottimo Babadook sorge spontaneo, ma le differenze tra i due titoli sono abissali e nettamente a favore di quest’ultimo. Bravi gli interpreti, tra cui compare anche la moglie di Sandberg (la protagonista del corto), ma la buona recitazione non basta a salvare il film, che cerca di spremere il più possibile, sfociando poi nel banale e nel prevedibile, un’idea ottima per un corto ma non adatta a reggere le tempistiche di un lungometraggio. Prova rimandata per Sandberg.

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 19 ago 2016 alle 10:54 am

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