L’odore della notte di Claudio Caligari (1998)

L’odore della notte di Claudio Caligari (1998)

Remo (Valerio Mastandrea) picchia duro, con una rabbia e una ferocia che solo chi nasce dal basso può avere. Non importa se la sua vittima sia un uomo o una donna: la rabbia è la stessa, l’obiettivo anche. L’odore della notte: una guerra di borgatari contro i ricchi borghesi , quasi a vendicare uno status al quale per nascita non sono potuti appartenere. Una violenza senza morti che semina il terrore: quella di Remo, poliziotto con l’hobby delle rapine, Roberto (Giorgio Tirabassi), rapinatore dai mille scrupoli, Maurizio (Marco Giallini) strafottente e bighellone e “Il rozzo” (Emanuel Bevilacqua) rude picchiatore.

Un inno alla violenza come riscatto, come urlo estremo e liberatorio per un’alienante condizione di vita dal basso. Uno dei cult del regista Claudio Caligari, recentemente scomparso, le cui storie (Amore Tossico del 1983,e Non essere cattivo presentato al Festival di Venezia appena terminato e ora nelle sale) antitelevisive, crude e nello stesso tempo ironiche, raccontano gli ultimi, i disperati, i tossici, i violenti.

Una sorta di “iene” in versione borgatara, non tanto per l’abbigliamento, giacca nera, camicia bianca, cravatta e occhiali da sole che ad un certo punto i protagonisti indossano, quanto per il sarcasmo, i lunghi dialoghi e le situazioni tragicomiche come la rapina ai danni di Little Tony (che interpreta se stesso) con Giallini che gli chiede di cantare Cuore matto minacciandolo con una pistola.

Una violenza quasi fine a se stessa per urlare tutta la frustrazione per una vita che non si è scelto di vivere: la noia, la mancanza di gioia anche nei rapporti. Remo non ride mai, ha rari slanci di tenerezza che sembrano più che altro ordini: ordine di essere amato non per necessità ma chissà per quale oscura ragione.

Una filmografia composta da tre film, l’ultimo, prima citato, uscito postumo per volere dell’amico Valerio Mastandrea che ha scritto anche una lettera rivolta a Martin Scorsese quando ancora Caligari era in vita per aiutarlo a supportare i costi per il suo nuovo film. Alla fine anche senza l’aiuto di Scorsese il film è stato girato, presentato a Venezia ed è attualmente nelle sale.

Caligari: tutto quello che aveva da dire l’ha riassunto in soli tre film disperati, mondi senza bellezza, senza speranza.

Caterina Sabato

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 13 set 2015 alle 11:40 am

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