Lost River: il debutto di Gosling alla regia tra Bava e Lynch

Lost River: il debutto di Gosling alla regia tra Bava e Lynch

Il cinema italiano continua ad ispirare gli autori stranieri e persino i nuovi divi di Hollywood. E’ il caso di Ryan Gosling, attore trentenne canadese che ha attraversato già numerose tappe nella sua carriera: da enfant prodige per il Michey Mouse Club, a divo di film romantici come Le pagine della nostra vita e Crazy,stupid,love a attore feticcio per il geniale regista Nicolas Winding Refn che lo ha trasformato nell’iconico “driver” nel cult Drive. Ora il biondissimo attore si è messo alla prova dietro la macchina da presa con il film Lost River. Un omaggio a Dario Argento, Mario Bava e David Lynch. Stroncato dalla critica a Cannes, il debutto di Gosling alla regia arriva ora nelle sale americane. Sin dall’inquietante trailer, scandito dalla potentissima colonna sonora dei Chromatics (presenti anche in Drive) si capisce che il mistero , la violenza e la stramberia di ispirazione lynchiana, la fanno da padroni.

E’ la storia della mamma single Cristina Hendricks che scopre vicino la sua abitazione un mondo macabro e spietato e tenta di difendere i suoi figli dalle forze del male che questo sotto-mondo scatena.

Una sorta di “Grand Guignol” moderno, una fiaba allucinata per bambini, che spiega quel senso di desolazione moderno e il desiderio di immergersi nel fantastico per sfuggirne.

Questa fiaba popolata da freak come Ben Mendelsohn che interpreta un monaco in stile sex-boogie, la partnerdi Gosling nella vita reale, dalla quale ha avuto anche una bambina , Eva Mendes, che si esibisce su un palcoscenico sanguinario, ospita eccezionalmente anche la regina dell’horror Barbara Steele (La maschera del demonio, 1960) nel ruolo della “tossica” Grandma. “Ho tenuto a battesimo praticamente tutti i film di debutto di grandi registi – ha fatto sapere la Steele - da Jonathan Demme a David Cronenberg, e ancora, Mario Bava, Joe Dante, Volker Schlöndorff. Speriamo porti fortuna anche a Gosling, nonostante la stroncatura a Cannes.

“È un antico dramma di famiglia – racconta l’attore-regista a Repubblica.itquello che vedete sullo schermo si traduce nel percorso di una madre e dei suoi due figli. Che sia un viaggio lo rende chiaro anche il poster del film, con quelle fauci che si aprono e i personaggi sulla barchetta pronti a farsi inghiottire. Ho scelto Detroit perché la sua condizione finanziaria, oltre che civile, è attualissima. Io sono cresciuto a Cornwall, Ontario, e mi sento vicino al baratro che sta attraversando la città”. In Ontario, un luogo che si reggeva sulle cartiere, quasi tutto è collassato.”

“Ho chiesto al cast di tenere un diario di bordo personale – continua Goslingperché mi piacciono modi alternativi di prepararsi ad entrare in scena. In questo caso, Christina Hendricks e Saoirse Ronan hanno usato le loro suggestioni mentre giravamo, legandole a quelle presenti nella sceneggiatura originale. Amo l’idea che gli interpreti non siano dei burattini ma co-registi e che tra di noi si instauri una sorta di terapia di gruppo. Qualsiasi materiale vicino al film va condiviso. E le emozioni, così come gli incubi, si sono rivelati talmente forti da lasciarci liberi di sperimentare e di improvvisare durante la lavorazione. Personaggi come quelli che ho in mente io per i miei film non li puoi assorbire imparando le battute a memoria. Li devi vivere in un modo meno letterario”.

Caterina Sabato

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 19 apr 2015 alle 12:35 pm

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