LUIGI FILIPPO D’AMICO – DA ALBERTO SORDI ALLA COMMEDIA SEXY DI LANDO BUZZANCA

LUIGI FILIPPO D’AMICO – DA ALBERTO SORDI ALLA COMMEDIA SEXY DI LANDO BUZZANCA

                                                               di Gordiano Lupi

PARTE II

Il mondo di Pirandello (1968) è una serie di cinque 5 telefilm che non ha niente a che vedere con la nostra trattazione, ma che apre un lungo rapporto tra Luigi Filippo d’Amico e il mezzo televisivo. Tra l’altro il regista ha sposato la nipote di Luigi Pirandello, quindi la materia lo coinvolge sentimentalmente.

   Il presidente del Borgorosso Football Club (1970) è un grande film sul calcio, forse una delle migliori commedie di argomento sportivo, che gode della grande caratterizzazione di Alberto Sordi nei panni di un presidente innamorato della sua squadra di calcio. Interpreti: Alberto Sordi, Tina Lattanzi, Margarita Lozano, Daniele Vargas, Carlo Taranto, Elena Pedemonte, Rosita Torosh, Carla Mancini, Rossana Di Lorenzo, Omar Sivori. Sordi è Benito Fornaciari, un impiegato del Vaticano che non ha mai visto una partita di calcio, ma alla morte del padre eredita la sua azienda di vini e la squadra del paese. La passione per il calcio travolge Benito, che si dedica anima e corpo al Borgorosso, prima assumendo un allenatore che ricorda Helenio Herrera, poi esonerandolo e prendendo il suo posto in panchina. Tra gli interpreti abbiamo addirittura Omar Sivori, nella parte di se stesso, come ultimo acquisto per risollevare le corti del Borgorosso. Alberto Sordi affacciato al balcone mentre canta l’inno “Bianconeri del Borgorosso… rosso… rosso … footbal club!”, imitando Mussolini a Palazzo Venezia è fantastico. Altrettanto riuscita la canzoncina di incoraggiamento all’interno dello spogliatoio: “Chi non lotta con coraggio non si merita l’ingaggio/ Chi non lotta con vigore è peggio d’un traditore/ Chi s’estranea dalla lotta è un gran figlio d’una mignotta”. La pellicola resta una farsa, ma appassiona il modo in cui il regista riporta al cinema il vero mondo del calcio con riti e consuetudini. Troviamo i ritiri, le mogli che si lamentano, gli allenatori maniaci che si danno arie da maghi, il pubblico esigente, i presidenti fanfaroni e prepotenti, gli arbitri arroganti… Sordi è un gigante, firma pure la sceneggiatura, scritta con la collaborazione di Sergio Amidei e di un ex calciatore come Adriano Zecca. Musiche di Piero Piccioni. Niente erotismo.

   Amore e ginnastica (1973) è un film sentimentale che deriva dal romanzo breve omonimo di Edmondo De Amicis (1892), sceneggiato dal regista con la collaborazione di Suso Cecchi d’Amico e Tullio Pinelli. Interpreti: Senta Berger, Lino Capolicchio, Adriana Asti, Antonino Faà Di Bruno e Renzo Marignano. La storia racconta i tentativi di conquista di un ex seminarista (Capolicchio) nei confronti di una bella insegnante di ginnastica (Berger) che vive nel suo stesso palazzo. La donna pare resistere, sembra dedita solo all’insegnamento, ma il ragazzo si mette in luce con ogni mezzo, rompendosi la testa mentre fa ginnastica e sfidando a duello un rivale. Alla fine l’amore trionfa. La pellicola ricostruisce molto bene atmosfera e luoghi della Torino deamicisiana (fine Ottocento) e segue con fedeltà le indicazioni del narratore pedagogo, una tantum alle prese con un romanzo d’amore. Manca la necessaria malizia, una vera e propria attualizzazione cinematografica che avrebbe modernizzato il lavoro. Senta Berger è molto bella e rappresenta il solo motivo di interesse erotico di una pellicola anonima.

L’arbitro (1974), Il domestico (1974) e San Pasquale Baylonne protettore delle donne (1976) sono le vere e proprie commedie sexy girate da Luigi Filippo d’Amico, che accetta di dirigere tre Lando Buzzanca movies, vero e proprio sottogenere con ben precise regole e situazioni stereotipate. Nei film con protagonista il bravo attore siciliano il personaggio principale è sempre un focoso maschio siculo attratto dalle donne e le storie mettono alla berlina vizi e stereotipi del meridionale medio.

   L’arbitro (1974) è una commedia erotica ingiustamente stroncata dalla critica, perché affronta ancora una volta con proprietà di linguaggio il non facile argomento calcistico. Interpreti: Lando Buzzanca, Joan Collins, Massimo Mollica, Gabriella Pallotta, Marisa Solinas. Lando Buzzanca è Carmelo Lo Cascio, arbitro siciliano incorruttibile, ispirato alla figura del direttore di gara Concetto Lo Bello, principe del fischietto e arbitro per antonomasia. L’arbitro viene coinvolto a sua insaputa in una speculazione edilizia manovrata da un conterraneo, quando lo viene sapere accusa pubblicamente il responsabile, ma resta lo stesso coinvolto dallo scandalo. Il tono del film è quello della farsa, ma vuol mostrare un arbitro disposto a tutto pur di arrivare in alto, un uomo che sacrifica famiglia, figli, moglie, lavoro e amante sull’altare del successo. Il finale è surreale, ricalca la filosofia scorreggiona molto in voga nel periodo, perché l’arbitro Buzzanca si prende una dissenteria durante una trasferta in un paese tropicale e termina una partita facendosela letteralmente sotto. Un’ambulanza pone fine alla sofferenza e l’arbitro viene internato in manicomio. La critica è verso gli eccessi in ogni campo che portano a fare una brutta fine, ma lo scopo è solo quello di divertire. Il nostro arbitro è dedito a molti passatempi erotici, che non possono mancare vista la presenza di Buzzanca, ma tra tutti risulta modernissimo un bunga bunga ante litteram. Joan Collins ha quarant’anni ma è sempre affascinante e resta un’icona dell’erotismo internazionale. Nella pellicola è una giornalista intrigante e sporcacciona che si porta a letto l’arbitro per cercare di corromperlo. La starlet Marisa Solinas, affascinante e maliziosa, fa la sua parte. Lando Buzzanca è straripante nella macchietta da arbitro arrivista che per avere successo non guarda in faccia a nessuno. Soggetto e sceneggiatura sono del regista, Raimondo Vianello e Alesandro Continenza. Football Crazy, la canzone dei titoli è cantata dal calciatore della Lazio e della nazionale Giorgio Chinaglia. Condivido il giudizio entusiasta di Marco Giusti su Stracult: “Uno dei migliori e più divertenti film sul calcio mai fatti in Italia”. Molti volti noti del calcio italiano: Pigna, Carosio, Chinaglia, che interagiscono con il protagonista. “Il film era stato scritto per Alberto Sordi, poi lo interpretò Buzzanca che in effetti aveva fisicamente con lui qualche punto di contatto, ma grazie all’attore siciliano la sceneggiatura prese una strada farsesca”, afferma Luigi Filippo d’Amico su Commedia all’italiana di Piero Pintus. Lando Buzzanca ribatte su Amarcord: “Io ho voluto fare quel film. Io ho contattato Luigi Filippo d’Amico, proponendogli di scrivere la storia di un arbitro, con tutte le implicazione del caso. Mi interessava analizzare il grande potere di un arbitro che fa stare con il fiato sospeso tutta l’Italia quando dirige una partita importante. Un grande film. Mi sono persino incontrato con Concetto Lo Bello per imparare a recitare bene il personaggio”.

 luigi filippo

 

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 3 nov 2013 alle 9:37 am

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