LUIGI FILIPPO D’AMICO – Da Alberto Sordi alla commedia sexy di Lando Buzzanca

LUIGI FILIPPO D’AMICO – Da Alberto Sordi alla commedia sexy di Lando Buzzanca

                                                                         Parte III

di Gordiano Lupi

Il domestico di Luigi Filippo d’Amico (1974) è un divertente Buzzanca – movie abbastanza spinto sul lato erotico, con una sensuale Martine Brochard nei panni di Rita, prima puttana e poi signora. Buzzanca è il domestico assunto nella casa signorile, ma ha conosciuto la padrona quando faceva marchette, quindi tra i due diventa difficile impostare un rapporto servile. Il film è scritto dalla coppia Vianello – Continenza ed è una pietra miliare della commedia sexy italiana, soprattutto per la caratterizzazione che Buzzanca riesce a fare di un domestico tutto d’un pezzo, votato anima e corpo alla professione. La pellicola racconta la vita di un domestico e grazie alle sue avventure fa capire come cambia nel tempo il rapporto tra padroni e servitù. Rosario Cavadunni, detto Sasà, è un cameriere per vocazione, come non ce ne sono più, un uomo che ha un grande rispetto per le famiglie nobili. Il suo personaggio ci fa conoscere la storia d’Italia dal giorno dell’armistizio (8 settembre 1943) fino agli anni Settanta e mostra come sono cambiate le famiglie ricche. Sasà serve in case di badogliani, tedeschi, americani, produttori arricchiti, aristocratici puttanieri, coppie aperte, industriali sposati con mignotte. Sasà finisce in galera perché il suo ultimo padrone lo coinvolge in giri poco chiari, ma anche dietro le sbarre il domestico manifesta la sua vocazione e si mette a servire gli altri carcerati. Luciano Salce è un produttore cialtrone, Enzo Cannavale è un divertente regista del neorealismo che fa interpretare a Femi Benussi una mondina mignotta e vede Buzzanca nel ruolo maschile di Riso Amaro. La critica ironica al cinema neorealista e alle commedie rosa alla Matarazzo è una delle cose più riuscite. Leonora Fani è la figlia strabica di Arnoldo Foà che corregge il difetto di vista dopo essersi fatta il domestico. Il cast è completato da Erika Blanc, Silvia Monelli, Gordon Mitchell, Camillo Milli, Malisa Longo, Paolo Carlini, Nanda Primavera e Carla Mancini. Ottima commedia che ironizza sula disponibilità a servire i padroni, comunque siano, anche se tutto è basato sull’interpretazione fuori dalle righe di un grande Buzzanca. Uno dei migliori film interpretati dall’attore siciliano e uno dei più interessanti girati da Luigi Filippo d’Amico.

   San Pasquale Baylonne protettore delle donne (1976) è l’ultima commedia erotica di Luigi Filippo d’Amica e rappresenta la fine della fruttuosa collaborazione con Lando Buzzanca. Interpreti: Stella Carnacina, Gina Rovere, Gabriella Giorgelli, Memmo Carotenuto, Gianni Cavina, Lionel Stander, Orchidea De Santis e Giuliana De Sio. Buzzanca è un imbroglione che si dice devoto a San Pasquale Baylonne e si spaccia per guaritore in un paesino sperduto del basso Lazio. Il suo scopo – neanche troppo nascosto – è solo quello di portarsi a letto le donne più belle. I maschi locali, un mago concorrente e persino il parroco ostacolano il finto guaritore e finiscono per smascherarlo. Il finto mago è costretto a pentirsi pubblicamente. Siamo sul piano della farsa boccaccesca, con il personaggio da maschio insaziabile portato al successo da Buzzanca a farla da padrone e la fresca bellezza di Stella Carnacina come presenza erotica portante. Giuliana De Sio non è da meno, perché debutta in una mise inconsueta con le trecce da ragazzina ed è completamente nuda mentre fa il bagno in un torrente. Per Marco Giusti su Stracult si tratta di “una specie di Per grazia ricevuta più ruspante e burino”. Non ha tutti i torti. Il film è girato a Sora, tra le montagne laziali. Soggetto e sceneggiatura – non originalissimi –  di Castellano e Pipolo. Tra le interpreti femminili, spicca anche un’affascinante Orchidea De Santis che abbaimo avvicinato per un ricordo del regista e della pellicola: “Luigi Filippo d’Amico era una persona gentile, attento nel dirigere gli attori, ovviamente tutti noi tranne Buzzanca che faceva quello che voleva, ma questa è una sua simpatica caratteristica che credo pochi sono riusciti a domare. Il film a differenza di altri del genere, perché più o meno era un decamerotico, lo ha curato molto e non so perché poi all’epoca fu un fiasco. Molte scene furono girate tra le montagne vicino Frosinone esattamente Sora. Era inverno e non è stato uno di quei film agiati ma molto faticosi perché tutta la troupe doveva raggiungere a piedi le location in mezzo alle montagne. Pensa alle maestranza che mazzo si possono essere fatti! Noi attori peraltro, almeno io, recitavo mezza nuda ma in compenso con delle mutandone di lana di pecora, in una grotta freddissima, ma ancora peggio la Giuliana De Sio – nella sua prima apparizione – è stata costretta a farsi un bagno di notte in un fiumiciattolo ghiacciato e durante la cena ci raccontava dello shock che aveva avuto. Poi la nota più divertente era la presenza di Gianni Cavina, un omone grosso, brutto ma di una simpatia senza precedenti”.

   La carriera cinematografica di Luigi Filippo d’Amico si apre ad alcune interessanti collaborazione televisive che esulano dalla nostra tematica. Ricordiamo il pirandelliano Vestire gli gnudi (1979), il film inchiesta La Roma di Flaiano (1982) (Film inchiesta) e lo sceneggiato In silenzio (1984). Nel 2006, in occasione del settantesimo anniversario della morte di Luigi Pirandello, Rai 3 propone dieci puntate dedicate alla figura dello scrittore e drammaturgo siciliano. Si tratta di dieci conversazioni con Luigi Filippo d’Amico, marito della nipote di Pirandello (figlia della figlia Lietta), sentimentalmente coinvolto e in grado di fornire un ritratto personale del Premio Nobel per la Letteratura e di comporre un suggestivo quadro dell’Italia nella prima metà del Novecento. Luigi Filippo d’Amico muore un anno dopo a Roma.

 

Gordiano Lupi

 

 

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 10 nov 2013 alle 10:14 am

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