Maps to the stars – La recensione del nuovo film di David Cronenberg

Maps to the stars – La recensione del nuovo film di David Cronenberg

Regia: David Cronenberg. Cast: Julianne Moore, Mia Wasikowska, John Cusack, Robert Pattinson, Olivia Williams

 

La bruciante fine delle stelle, quelle di Hollywood che come quelle del firmamento si autodistruggono nella vana illusione di rimanere immortali.

Maps to the stars il nuovo film di David Cronenberg, in concorso alla 67a edizione del Festival di Cannes, riprende il tema trito e ritrito delle star hollywoodiane senz’anima, venduta al dio del denaro e del successo. Tanti sono i film che hanno trattato di questa “malattia” chiamata Hollywood , primo fra tutti il capolavoro Viale del tramonto di Billy Wilder. Ma la vicenda raccontata da Cronenberg e dal suo sceneggiatore Bruce Wagner poteva essere ambientata anche a Wall Street o nella Sylicon Valley: anche lì si sarebbe ben inserito il personaggio di Sanford,  un analista snob interpretato da un malvagio John Cusack, padre di una baby star dipendente dalla droga e arida come solo un bambino avvelenato dalla show business può essere. Una figlia e sorella, Agata (Mia Wasikowska) dal passato oscuro, allontanata per sempre da quel mondo “da sogno”, ossessionata da una vita che le spettava di diritto. E poi Avana una nevrotica attrice in anticipo sul viale del tramonto per sempre segnata da una madre, icona anni ’60, della quale non possiede la naturale bravura né avrà l’immortalità che spetta alle grandi dive. Julianne Moore in questa parte è straordinaria nell’alternare follia e fragilità in un personaggio che possiede una cattiveria quasi tenera.

Ogni storia, ogni personaggio sembra vivere una vita a sé anche se legato inevitabilmente l’uno all’altro. Ma non c’è uno sviluppo profondo dei loro drammi, storie approssimate e giustificate da scontati drammi tipici di vite “al massimo”.

E poi fantasmi inquietanti che provengono dal passato e dal presente, aspiranti attori e/o sceneggiatori senza talento (un inutile Robert Pattinson), pillole magiche e sedativi per sedare il senso di vuoto, ragazzini star al quale è stato spento lo slancio naturale alla vita che non sia solo un triste e affascinante involucro di plastica. Che prima o poi prenderà fuoco.

Non c’è una più che percepibile sensazione di già tutto visto e assodato in questo film?

Caterina Sabato

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Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 23 mag 2014 alle 1:36 pm

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