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Nov

“Milano odia: la polizia non può sparare”- recensione alla monografia di un cult

“Milano odia: la polizia non può sparare”, è capostipite nel filone poliziottesco. Il film, un vero cult, diretto da Umberto Lenzi e interpretato da Tomas Milian ed Henry Silva, entrambi caratteristi del cinema di genere, rivive sequenza per sequenza in questa monografia firmata Paolo Spagnuolo.

La prefazione è a firma del compianto regista, mentre la postfazione dal collega Enzo G. Castellari.

Su soggetto e sceneggiatura di Ernesto Gastaldi, “Milano odia” segna l’era del poliziesco all’italiana, quel sottogenere
che ha fatto delle metropoli italiane, da Napoli a Genova passando per Roma e il capoluogo lombardo, veri e propri teatri di guerra tra poliziotti dal pugno di ferro e criminali spietati.

Perché il titolo preso in analisi da Spagnuolo nel suo volume e che all’interno contiene vere e proprie rarità, come recensioni dell’epoca, la sceneggiatura originale e foto dal set imperdibili per ogni cinefilo che si rispetti, non è semplicemente un poliziottesco, ma un film che ripercorre un’intera epoca, un’era contrassegnata dal classismo e dalla disparità sociale, dalla paura tra la classe borghese seminata da feroci azioni messe a segno da banditi, o meglio da “batterie”.

Il volume è un vero e proprio archivio esistente sul film. Chi non conosce “Milano odia: la polizia non
può sparare” non conosce larga parte del cinema italiano, e ora ha l’opportunità di colmare questa lacuna.

 

 

Alessia Urrata

 

Editore: Le Milieu
Autore: Paolo Spagnuolo
Titolo: MILANO ODIA: LA POLIZIA NON PUÒ SPARARE – storia di un cult nell’Italia degli anni Settanta
Pagg: 271
Prezzo: 22,90

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