Mulholland Drive (2001)

Mulholland Drive (2001)

Un omicidio sventato da un terribile incidente stradale su Mulholland Drive a Los Angeles al quale solo una donna (Laura Harring) sopravvive. Stordita e senza ricordare nemmeno il suo nome, si intrufola nella villa di una famosa attrice  di Hollywood. Qui il giorno dopo ne incontrerà la nipote Betty (Naomi Watts), dolce e ingenua, aspirante attrice.

Le atmosfere inquietanti, di quello che per molti è il capolavoro di David Lynch, ne fanno un noir surreale ed enigmatico. Un rompicapo che lascia interdetti fino alla fine e oltre. Tra incubo e allucinazioni, visionarie immagini di terrore primario nelle quali anche la “fabbrica dei sogni”, Hollywood si trasforma in un incubo soffocante.

Una critica, quella di Lynch, alla supremazia dei produttori che impongono le loro scelte, mossi da interessi che distruggono l’inventiva e la libertà dei registi. Il regno delle star come fulcro della degenerazione più bieca. Una condizione che Lynch ha deciso di rifiutare a partire dal flop del suo film del 1984 Dune insuccesso di pubblico ma soprattutto fallimento per la sua autonomia artistica. Rifiuta così l’omologazione hollywodiana e la critica in Mulholland Drive rappresentando il sistema cinematografico come una vera e propria mafia.

Summa del cinema di Lynch, sperimentale e destrutturato narrativamente, le suggestive atmosfere sono trasformate in terribili momenti di tensione grazie anche alle musiche del compositore Angelo Badalamenti (che nel film interpreta uno dei produttori) che ha reso indimenticabile la sigla del cult lynchiano Twin Peaks.

Film nato come pilot di una serie televisiva rifiutata dalla Abc.

Palma d’oro a Cannes per il miglior regista.

 

Caterina Sabato

mulholland-drive-1

Potrebbero interessarti anche...

Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 21 gen 2015 alle 2:57 pm

Lascia un commento su "Mulholland Drive (2001)"