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Ocean’s 8 – la recensione

Diretto da Gary Ross, il nuovo capitolo della saga Ocean’s vede protagonista del colpo del secolo Debbie Ocean (Sandra Bullock), coadiuvata per la ghiotta occasione da Cate Blanchett, Anne Hathaway, Mindy Kaling, Sarah Paulson, Awkwafina, Helena Bonham Carter, con la partecipazione straordinaria di Rihanna. L’action tutto al femminile, oltre ad essere diretto, viene anche scritto, assieme a Olivia Milch, dallo stesso Ross. Circa due ore di intensa adrenalina per il nuovo capitolo di casa Ocean, questa volta ambientato non più tra le mura dei casinò di Las Vegas, bensì a New York, in occasione dell’attesissimo MET Gala.

Cinque anni, otto mesi e 12 giorni… questo è il tempo che Debbie ha impiegato per pianificare il colpo del secolo. Ma per farlo ha bisogno di professioniste, a partire dalla sua amica e storica complice Lou (Blanchett). Assieme assemblano una squadra infallibile. L’obiettivo: un Cartier del valore di 150 milioni di dollari che sarà indossato in occasione del MET dall’attrice e madrina Daphne Kluger (Hathaway). 

Lo script, pur avendo al centro della trama il gentil sesso, non riduce minimamente i livelli di azione e muscoli, portando sullo schermo un film divertente, che mescola bene dramma, ironia, adrenalina e (perché no?) sensualità. La Bullock è perfetta nel ruolo di capobanda, circondata da un cast impeccabile. Stavolta l’azione si svolge nella Grande Mela, in occasione del MET Gala, e seppur l’idea della rapina memorabile può certamente non risultare tra le più originali, Ross è abile nel dirigere due ore che non tralasciano temi quali la vendetta e la rivalsa del cosiddetto (ma non è proprio il caso!) “sesso debole”. E, non a caso, la protagonista non perde occasione per vendicarsi del suo ex compagno, il gallerista Claude Becker (Richard Armitage). E al centro della trama sembra, infatti, non esserci la rapina quanto il senso di rivalsa. Le donne sbeffeggiano il sesso maschile, ridicolizzandolo e sfruttandolo. Non a caso, in questo capitolo saranno proprio loro a sottomettere l’altro, facendo colpo non solo nel bel mezzo del MET, ma anche nei loro cuori, ciascuno a proprio modo deluso e ferito. E ci riescono in pieno, anche grazie a un colpo di scena finale che ribalta l’intera trama e presenta l’insospettabile Kluger sotto un’imprevedibile veste. Se siete alla ricerca di un film divertente, senza troppe pretese e che vi terrà sul filo del rasoio per un paio d’ore, Ocean’s 8 è quello che fa al caso vostro. Consiglio: non indossate diamanti durante la visione. 

Nico Parente  

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