OCULUS – la recensione

OCULUS – la recensione

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Approda nelle sale, per la regia di Mike Flanagan, “OCULUS-il riflesso del male” (2014). Nato da un cortometraggio realizzato dallo stesso regista nel 2006 e che sembra aver riscosso un enorme successo, ecco ora giungere sul grande schermo l’orribile vicenda che vede vittime protagonisti due giovani: Tim e Kaylie, rispettivamente fratello e sorella.

I due, in età infantile, hanno visto il padre, il signor Russell, assassinare brutalmente la moglie, sotto i loro occhi attoniti, ma in realtà i piccoli son certi di aver visto dell’altro: un’oscura presenza che dimora nella casa e che ha distrutto la loro famiglia. Questa entità malvagia son certi provenisse da uno specchio (indistruttibile) acquistato dai loro genitori e affisso nello studio del padre. Il piccolo Tim (Garrett Ryan) viene accusato dell’uccisione dei suoi genitori e arrestato. Rivedrà la sorellina (Annalise Basso) solo dieci anni dopo, una volta ritenuto guarito e pronto per essere rilasciato. I nostri, rispettivamente interpretati da Brenton Thwaites e Karen Gillan, si ritroveranno dieci anni dopo per far luce e chiarezza su quella tragica e sanguinaria notte.

Certamente le qualità e le doti tecniche non mancano: lo script è valido, così come l’interpretazione degli attori, la regia e la fotografia. Il punto di forza del film è senza dubbio il montaggio, serrato e impeccabile. Gli ottimi effetti speciali contribuiscono certamente all’ottima resa della pellicola, anche se forse, a tratti, si forza troppo la mano col digitale tanto da rivelarsi poi poco efficace e monotono. La trama, pur presentandosi originale sotto molti aspetti, strizza in realtà l’occhio a svariati precedenti lavori di genere raccogliendo moltissimi elementi e spunti vincenti di fortunati titoli, confidando nella riuscita di un puzzle sbalorditivo. Ahinoi, purtroppo non è così! Nel complesso “OCULUS” si lascia guardare, tiene inchiodati sulla sedia a nervi tesi (i sobbalzi non mancano!), il gore è gradevole (anche perché non abbondante) e le sequenze sanguinarie sono davvero ben realizzate. Ma quello che vuol essere un film che omaggia generi e titoli d’altri tempi e non solo, purtroppo a tratti si lascia prendere sin troppo la mano e questo non rende giustizia all’idea di certo originale. La prima ora del film, interamente caratterizzato dal ricorso al flashback, si presenta meno tesa e ingarbugliata della seconda, che cede ad un montaggio troppo serrato tanto da far smarrire lo spettatore sfociando in un continuo succedersi di sequenze miste tra la situazione attuale vissuta dai due ragazzi adulti e il loro terribile passato. Quello che dovrebbe essere un finale a sorpresa diviene, ad un certo punto,  facilmente prevedibile lasciando così spazio ai titoli di coda in maniera poco consona. Peccato, perché nel complesso l’idea è gradevole e la regia e il cast artistico e tecnico funzionano. Un’occasione che poteva essere sfruttata meglio!

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 11 apr 2014 alle 6:25 pm

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