16
Mar

ORE 15:17 – Attacco al treno

Il Thalys 9364 percorre la tratta che collega Amsterdam a Parigi quando improvvisamente dalla toilette un uomo di nazionalità marocchina,  Ayoub El-Khazzani, esce armato e apre il fuoco sui passeggeri. Sul convoglio viaggiano anche Anthony Sadler, Alek Skarlatos e Spencer Stone, tre amici statunitensi in vacanza. Per una fortunata casualità, il fucile di El-Khazzani s’inceppa e i tre, con esperienze militari alle spalle, riescono a bloccarlo e disarmarlo, evitando una tragedia. Fatto realmente accaduto e interpretato dai veri protagonisti, quello raccontato nell’ultimo film di Eastwood  e tratto dal volume scritto dagli stessi ragazzi è, ahimè, un evento che non si presta a una trasposizione cinematografica. E nonostante il buon vecchio Clint abbia cercato, attraverso questo lavoro, di dar forma (non riuscendoci) a un docufilm realistico, purtroppo il risultato non è dei migliori. 

A prevalere per l’intera durata del girato è infatti un inno alla bandiera a stelle e strisce. Non che il patriottismo sia un tema nuovo all’attore/regista, ma quando il cinema diviene mezzo per una mera propaganda Trumpista cercando, attraverso il racconto dell’infanzia e dell’adolescenza, di trasmettere il valore e l’amore verso la patria, usando il dolore e il tragico ricordo come megafono del potere, allora il concetto di Settima arte viene meno, snaturando il fine (sempre che ce ne fosse uno) artistico. 

Ancora una volta quindi, Eastwood fa dell’America il simbolo della grandezza, l’eroina sempre pronta a salvare il mondo. Ancora una volta, sì, sperando non ve ne siano ulteriori. 

 

Nico Parente

 

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