Pestilence – Obsideo

Pestilence – Obsideo

obsideo cover

Band: Pestilence
Album: Obsideo
Etichetta: Candlelight Records
Data di pubblicazione: 11 novembre 2013

 

E siamo a tre.
“Obsideo” si presenta essere come il terzo disco da quando i Pestilence decisero di riformarsi nel 2008. Da allora, il gruppo olandese, padre insieme ad altre formazioni death metal di fine anni ’80 della frangia più avanguardistica della musica estrema, ha pubblicato due album senza grossi riscontri positivi da parte di critica ed ascoltatori. “Resurrection Macabre” e “Doctrine”, infatti, hanno deluso molto le aspettative dei fan del gruppo (specialmente quelli della prima ora): questi due dischi suonavano, e suonano tutt’ora, in una maniera troppo banale e scontata per portare il marchio storico dei Pestilence sulla copertina. Se da un lato la reunion ha riacceso l’interesse per il gruppo olandese, facendo in modo di goderseli magari anche dal vivo, dall’altra però stava rischiando di diventare il come back più fallimentare della scena estrema: i Pestilence, in confronto a Cynic ed Atheist, autori invece di due ottimi album, stavano perdendo terreno.
Se i problemi per una band del calibro dei Pestilence si concretizzano in una quasi totale piattezza di idee a livello compositivo e nella mancanza di un’identità che oggi fatica a trovare la sua strada, allora forse è giusto pensare che i motivi che hanno portato Patrick Mameli e soci a riprendere gli strumenti in mano non siano puramente artistici ma più economici e contrattuali. Non si spiegherebbe, infatti, come mai questo nuovo “Obsideo” soffra degli stessi difetti appena elencati per i due album precendenti. Sia chiaro: non si tratta di un disco brutto, da dimenticare completamente. Alcuni pezzi si fanno ascoltare, come ad esempio Aura Negative e soprattutto Necro Morph, regalando qualche minuto di sano scapocciamento a più di un ascoltatore. Tutto ruota intorno alle chitarre ad otto corde di Mameli ed Uterwijk, che macinano riff su riff con un piglio ed un suono molto più moderno, riuscendo a mantenere nei soli la vena jazz/fusion caratteristica degli ultimi Pestilence pre-reunion; la sezione ritmica risulta invece assai anonima, con David Haley dietro alle pelli a fare un semplice lavoro di supporto e Georg Maier che non regge minimamente il confronto con Thesseling, il quale risultava essere una delle poche cose davvero interessanti del precedente “Doctrine”.
Nel complesso, però, “Obsideo” suona in maniera fin troppo monolitica e piatta, risultando alla fine noioso e dando quasi l’impressione di sapere già dall’inizio come ogni brano si svilupperà e finirà: una cosa, questa, che da un gruppo come i Pestilence non ci si sarebbe aspettato. Questo nuovo disco può funzionare sulla breve durata, soddisfacendo senza impegno la voglia di un po’ di death metal per una buona mezz’oretta, ma dubito onestamente che si riesca ad andare al di là di tre/quattro ascolti. Se capolavori come “Malleus Maleficarum” e “Consuming Impulse” sapevano affondare i denti nella carne facendola sanguinare, o “Testimony Of The Ancients” dipingeva epici scenari d’orrore e “Spheres” riusciva a trasportare la mente verso nuove dimensioni sonore, “Obsideo” (come già i suoi precedessori) scorre senza lasciare il segno, se non quello a tratti della noia e della prevedibilità. Non si chiede a Mameli di sfornare continuamente capolavori ma visto che stiamo parlando dei Pestilence dispiace constatare come questa reunion non sia riuscita ancora a portare qualcosa di musicalmente appetibile per una band del loro peso.
Invece di dare in pasto al mercato un disco all’anno, Mameli farebbe bene a prendersi il tempo adatto per comporre pezzi validi, riflettendo su che direzione dare alla sua band a livello di songwriting per rimodernarsi senza snaturarsi, circondandosi magari da dei membri fissi che possano portare un minimo di contributo alla causa. Ma quelle che abbiamo appena elencate erano le caratteristiche dei Pestilence di un tempo: vedremo cosa riserverà il futuro.

Cliccla QUI per ascoltare il lyric video di Necro Morph

Tracklist:
1. Obsideo
2. Soulrot
3. Transition
4. Necromorph
5. Laniatus
6. Distress
7. Superconcious
8. Aura Negative
9. Saturation
10. Displaced

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Autore: Carlo Cantisani

Pubblicato il 18 nov 2013 alle 12:54 pm

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