PROFONDO ROSSO – 40 anni dalle riprese

PROFONDO ROSSO – 40 anni dalle riprese

locandina

Ebbene sì, son passati quarant’anni dall’inizio delle riprese del thriller più famoso di Dario Argento “Profondo Rosso“. Quest’anno, al re del brivido italiano e alla sua più celebre pellicola vengono dedicate rassegne e prestigiosi eventi. Tra pochi giorni ve ne sveleremo delle belle! Nel frattempo, abbiamo chiesto al nostro Gordiano Lupi di dirci la sua in merito ad uno dei thriller più amati nel mondo. Ecco a voi…

Profondo rosso (1975) è il suo film più importante, il lavoro indimenticabile che ne decreta il successo imperituro. Non siamo ancora nell’horror puro, ma in una cornice gialla classica, contaminata da penetranti elementi macabri. La parte orrorifica prende il sopravvento sin dalle prime scene in un teatro, che vedono la sensitiva Helga Ullman (Macha Meril) avvertire la presenza in sala di un omicida e quindi finire massacrata nel camerino. Marcus Daly, un pianista inglese (David Hemmings) indaga insieme alla giornalista Gianna Brezzi (Daria Nicolodi) ed entrambi vengono coinvolti in una spirale interminabile di omicidi. Profondo rosso è un film talmente noto che pare inutile raccontare la trama, anche perché sono stati scritti saggi ponderosi e approfonditi sulla pellicola. Fa da spartiacque tra il thriller puro e l’horror e segna la nuova strada di Dario Argento, sempre più in preda alla sua fantasia macabra e visionaria. L’elemento paranormale è sempre presente, così come incontriamo ambientazioni gotiche e momenti surreali scanditi da apparizioni di pupazzi meccanici. L’estetica dell’omicidio viene perfezionata secondo la lezione di Maria Bava, ma da ora in avanti sarà presa a modello  anche da autori statunitensi come John Carpenter e Rick Rosenthal nella saga Halloween (1978 – 81). Il merito della sceneggiatura ricca di suspense va diviso tra il regista e Bernardino Zapponi che inseriscono in una storia gialla elementi macabri e momenti di puro terrore. Funziona tutto, persino la colonna sonora dei Goblin che ha fatto epoca, ma – se proprio vogliamo trovare un difetto – lo rinveniamo in alcuni dialoghi impostati e in certi personaggi troppo monodimensionali. A parte i due ottimi protagonisti, vanno menzionati interpreti come Clara Calamai, Eros Pagni e Gabriele Lavia che lasciano caratterizzazioni memorabili. Un finale a sorpresa che mostra il killer riflesso nello specchio del corridoio come se fosse un orribile dipinto è un altro colpo di genio e di fantasia surrealista. Inutile dire che Profondo rosso è stato uno dei film più amati degli anni Settanta e che il suo successo è ancora ammantato da un alone di leggenda.

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 30 set 2014 alle 12:04 pm

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