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REVENGER – la recensione all’action movie con Bruce Khan

Produzione originale Netflix, Revenger ci presenta una realtà in cui i criminali più spietati e pericolosi vengono confinati su un’isola deserta e lontana dal mondo. Capeggiati dal crudele Khun (Park Hee-soon), gli avanzi di galera si ritrovano un giorno a doversi scontrare con il detective Yoon (Bruce Khan) al quale il boss ha in passato distrutto la famiglia. Diretto da Lee Seung-Won, scritto dallo stesso Khan e direttamente dai produttori del cult action The Raid, Revenger è un mix di action e arti marziali che, senza ricorrere a riflessioni impegnate o pseudofilosofie, mira, attraverso una trama semplice e scarna, a mettere in scena le abili doti del protagonista. Gli scenari, semplici e naturali, con vaghi rimandi alla fortunata saga che vede protagonista Iko Uwais, attraverso il ricorso a prigioni, capannoni fatiscenti e sequenze puramente gore, ben si prestano allo sviluppo della trama, che ovviamente si conclude in uno scontro corpo a corpo (dall’esito prevedibile) e che non lascia il pubblico deluso, ma neppure meravigliato. Se cercate un titolo divertente, poco impegnativo e coreografico, Revenger è il film che fa al caso vostro. Ma non sperate in una versione di The Raid… siamo ben lontani da tanta maestria. 

 

Nico Parente

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