ROBOCOP 2014

ROBOCOP 2014

robocop

Correva l’anno 1987 quando il regista Paul Verhoeven dava alla luce il mito di Robocop, poliziotto cyborg in grado di ristabilire l’ordine per le strade di Detroit e di far rispettare la legge. Un forte grido di denuncia quello di Verhoeven che, grazie al lavoro dell’uomo macchina Alex Murphy, agente modello mosso dal grande senso del dovere e fortemente legato alla sua famiglia, mostra al pubblico di tutto il mondo in maniera forte e senza mezzi termini come corruzione, crimine e violenza dilaghino a dismisura per le città americane. Un esperimento fantascientifico che ha riscosso un successo straordinario, facendo di Robocop un modello di giustizia, un simbolo, un eroe. Chi non ricorda il celebre motto “Vivo o morto, tu verrai con me!” ? Prodotto generato dalla OCP, il poliziotto robot arriverà a scovare il crimine insidiatosi nelle stanze del potere, opponendosi anche ai suoi stessi creatori. Il suo forte senso di giustizia è in realtà mosso dalla sua parte umana e cosciente, presente in lui grazie al ricordo scatenatogli dalla ex collega di lavoro Anne Lewis (Nancy Allen). Reso invulnerabile da una possente corazza metallica, dotato di una mira eccezionale, impavido e acerrimo nemico del crimine, Robocop è munito di un’ enorme pistola e punteruolo, che all’occorrenza utilizza. Non è molto agile, si muove con lentezza e guida l’automobile e la moto. A distanza di quasi trent’anni, dopo due poco fortunati sequel, una serie TV, fumetti e gadget, il mitico Robocop torna sul grande schermo con un reboot  firmato Josè Padilha.

La OCP, per combattere lo schieramento politico opposto e rivale dei suoi prodotti, si ritrova costretta a impiantare in un corpo metallico un cervello umano. L’agente Murphy (Joel Kinnaman), in fin di vita in seguito a un attentato, diviene così un robot al servizio della legge. Ciò che provocherà maggiori difficoltà sarà proprio la coscienza della quale l’agente speciale è dotato. La sua stessa casa produttrice si rivolterà contro di lui…

Un film estremamente politico questo nuovo Robocop, che mostra come pochi altri quanto gli U.S.A. operino in maniera ipocrita dietro il concetto di ordine e pace. Bravo il regista e gli sceneggiatori in questo. Stavolta, l’agente Murphy è in grado di fare dei lunghissimi balzi, è scaltro, velocissimo, viaggia a bordo di una potentissima moto, ha una rivestitura meccanica nera e snella ed è in eterno conflitto con la sua coscienza e il suo ricordo. Vedremo un Robocop provare e manifestare emozioni, piangendo dinnanzi a suo figlio. Anche in questo nuovo capitolo la famiglia è al centro della trama (forse troppo però), punto cardine nella vita e nel lavoro dell’uomo macchina. Padilha sembra conoscere i punti di forza da sfruttare dell’originale versione, eppure mantiene sempre un certo distacco dal capolavoro di Verhoeven. Peccato! Non mancano i riferimenti , come già detto, al primo ma neppure al secondo capitolo. A tratti i film di riferimento sembrano svariati: Terminator, Dredd e molti altri.. Contrariamente a Verhoeven, Padilha si concentra troppo sulla questione sentimentale che lega l’”uomo di latta” a moglie e figlio, trascurando le tematiche più forti e interessanti.  Anche lo scontro col suo acerrimo nemico, il suo attentatore Antoine Vallon (Patrick Garrow), giunge a una deludente e rapida, quanto inaspettata, conclusione dopo pochi minuti di conflitto a fuoco. Il resto del cast è formidabile e vanta grandi nomi del cinema: Gary Oldman (Dr. Norton), Michael Keaton (Raymond Sellars) e Samuel L. Jackson (Pat Novak). Purtroppo non ci troviamo dinnanzi alla drammaticità palesata nel capolavoro del 1987, quanto dinnanzi a una serie di coinvolgenti prove che esaltano le potenzialità della macchina. Nel complesso comunque un buon lavoro, che diverte e si lascia guardare, con la complicità anche degli ottimi effetti speciali e del buon uso del digitale.

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 10 feb 2014 alle 3:37 pm

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