SURROUNDED

SURROUNDED

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Ventiquattro ore nella vita di una giovane insegnante (Tatiana Luter) dopo che il marito (Daniel Baldock), un avvocato, si assenta per un viaggio di lavoro. Rimasta sola nella sua villa di campagna completamente isolata, la donna inizia ad essere perseguitata da invisibili e inafferrabili presenze, che la assedieranno sempre più con il sopraggiungere della notte. Riuscirà la donna a vedere la luce del giorno dopo?

Questa è la trama dell’opera prima realizzata dalla coppia Federico Patrizi – Laura Girolami e prodotta da Gabriele Albanesi dal titolo “Surrounded”(2014). Il film, presentato in occasione del 34 FantaFestival di Roma, è un thriller confinato nel genere home invasion che racchiude al suo interno diversi cliché del panorama horror e thriller di casa nostra, ma senza tralasciare importanti e suggestive pellicole estere, come il francese “Them” (2006), ad esempio. Non il solito thriller però. Difatti, i registi son bravi nel portare sul grande schermo un’opera nel complesso originale e dal risvolto interessante e poco prevedibile. Totalmente girato in un unico ambiente, la casa di campagna, e in un luogo non specificato (da qualche parte suggerisce la scritta in sovrimpressione) “Surrounded” è in grado di trasmettere allo spettatore un crescendo di tensione non indifferente. Se la predilezione per i campi lunghi, l’eccellente fotografia, la semplice ma adatta scenografia e i pochi ma riuscitissimi effetti speciali giocano a favore dei neo registi, l’unica pecca la si può, forse, riscontrare nel fatto che l’azione tardi molto nel partire. Molto tempo, infatti, viene impiegato nella costruzione della tensione, lasciando spazio a tecnicismi e lunghe riprese intente a descrivere minuziosamente ogni dettaglio sia della casa che della brava protagonista, della quale apprendiamo tutte le sue abitudini. Peccato, perché poi sarà il finale, affrettato e rocambolesco, a farne le spese. La vecchia scuola si fa notare, soprattutto con l’apparizione del misterioso individuo mascherato nei pressi dell’abitazione che, completamente vestito in nero e volto coperto da maschera bianca e inespressiva, rende omaggio al caro vecchio Michael Myers di Carpenter. Così come il commento sonoro, chiaramente di matrice argentiana/carpenteriana. Ma che Patrizi sia un conoscitore e fan di Argento è cosa nota: il richiamo a Profondo Rosso è più volte presente oltretutto, grazie a dei piani ravvicinati sulla mano che sfrega le dita, atta a ricordare quella di David Hemmings nel ruolo del pianista Marc Daly. L’atmosfera diviene via via un crescendo di inquietante mistero, soprattutto prima dell’arrivo del villain, quando ancora non si è in grado di definire se si tratti di presenze ultraterrene e misteriose che dimorano nell’abitazione o di una vera e propria home invasion. Una volta compresa la natura del mistero, il tutto diviene in breve tempo una lotta per la sopravvivenza. Bravi i registi nel non far comprendere da subito che gli assalitori sono, in realtà, più di uno. Scopriremo solo nell’epilogo, infatti, che chi si cela dietro quelle inespressive maschere sono i compagni di classe del ragazzo con cui la protagonista Maryann aveva intrapreso una relazione amorosa, poi bruscamente interrotta a causa di una gravidanza messa in atto. Il ragazzo, disperato, si suicida filmando in diretta la sua impiccagione. La trama si rivela morbosa e raccapricciante, ma purtroppo non rispetta i tempi giusti. Il concentrarsi dei registi su particolari quali la scala poi, ricorrendo alla falsa soggettiva, aumenta il senso d’inquietudine nello spettatore che però si ritrova catapultato in un intreccio di relazioni sentimentali, tradimenti, sangue e vendetta così improvviso da non riuscire a controllare bene il vortice d’intense emozioni e suggestioni regalategli. Nel complesso una buona prova di matrice italiana, soprattutto se paragonata al ristrettissimo budget (appena 13.000 euro), ma che forse poteva anche riscuotere più consensi se meglio sviluppata nei suoi 84 minuti. Complimenti comunque ai promettenti Patrizi e Girolami, che sicuramente sapranno rifarsi.

Nico Parente

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 25 lug 2014 alle 7:27 pm

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