Ted 2 – La recensione

Ted 2 – La recensione

Ricordate l’orsacchiotto Ted tutto canne, sesso e volgarità creato dallo scorrettissimo Seth MacFarlane (papà anche dei televisivi Griffin)? Nel sequel del fortunato film, sempre accanto al suo compagno di avventure (e sbronze) John (Mark Wahlberg), si è appena sposato e vuole dare una svolta alla sua vita avendo un bambino. Peccato che, proprio quando cerca di fare il passo decisivo per responsabilizzarsi e lasciarsi alle spalle baldorie e serate a sfondarsi di marijuana, lo Stato lo dichiara ufficialmente un “bene”: non una persona con dei diritti e dei doveri ma un oggetto che non può sposarsi, avere un conto in banca, lavorare né tantomeno avere figli. Inizia così una lunga battaglia legale per dimostrare effettivamente “l’umanità” di Ted e definire la sua identità.

In questo secondo capitolo si affronta quindi la questione dei diritti civili e di quanto sia difficile dimostrare come diversità non significhi non identità. Il caso dell’orsacchiotto Ted in tribunale viene addirittura paragonato dal suo avvocato Samantha L. Jackson (Amanda Seyfried) all’odissea vissuta dai neri in America per affermare i loro diritti. In una scena Ted, guardando il film Radici, si identifica nel personaggio del mandingo Kunta Kinte mentre viene brutalmente frustrato. Naturalmente anche in questo nuovo capitolo della filmografia di McFarlane gli elementi cardine sono l’irriverenza, il politicamente scorretto e le scene demenziali ma spassose. Come quella in cui, andati ad assistere ad uno spettacolo di improvvisazione, John e Ted suggeriscono agli attori di costruire delle scene su episodi dolorosi e “delicati” per l’opinione pubblica: l’immancabile 11 settembre, la morte di Robin Williams e persino la strage nell’ufficio di Charlie Hebdo.

Un modo scorretto ma catartico per esorcizzare le nostre paure  e seppellirle (almeno per un’ora e mezza) con una risata.

Caterina Sabato

maxresdefault

Potrebbero interessarti anche...

Caterina Sabato

Autore: Caterina Sabato

Pubblicato il 5 lug 2015 alle 9:47 pm

Lascia un commento su "Ted 2 – La recensione"