THE BOY – la recensione

THE BOY – la recensione

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THE BOY

Greta (Lauren Cohan) fugge da una relazione pericolosa. Accetta di lavorare come baby sitter in un piccolo villaggio inglese, ma una volta in casa Heelshire, la ragazza americana scopre di doversi prendere cura non di un bambino, ma di un bambolotto di porcellana. Isolata e sola, la ragazza diviene protagonista di strani fenomeni. Terrorizzata, Greta chiede aiuto a un uomo del posto, Malcolm (Rupert Evans), l’unica altra persona a lavorare per i coniugi Heelshire.

Questa, in sintesi, la trama dell’horror diretto da William Brent Bell che vede protagonista la bella e brava Lauren Cohan, la Maggie di The Walking Dead. The Boy (2016), dopo aver conquistato con il solo trailer, ben 5 milioni di visualizzazioni in rete, approda nelle sale cinematografiche. Il film, scritto da Stacey Menear, purtroppo per i tanti fan, si presenta come un thriller a tinte horror piatto e con poca, quasi irrilevante, suspence. Peccato, perché i primi 30 minuti si presentano densi di spunti innovativi, se non fosse poi per una lenta discesa verso gli stilemi più classici del genere.

The Boy sembra voler puntare su rimandi, citazioni e tributi a pellicole recenti e passate, senza sforzarsi di trovare una propria identità in un panorama tanto ampio quanto saturo. Chucky, Halloween, Venerdì 13, gli horror firmati James Wan e, ultimo ma non ultimo, il gotico. Insomma ci sono davvero tutti in The Boy, un film che fortunatamente vanta un’interpretazione straordinaria della Cohan, ma anche dei coprotagonisti.  Non manca un varco sull’orrore quotidiano, inserendo nel copione (e per fortuna) un triste fenomeno quale lo stalking, di cui Greta è vittima. Uno dei pochi punti a favore del film di Brent Bell.

Diminuite quindi il livello di aspettative, o rimarrete fortemente delusi.

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Nico Parente

Autore: Nico Parente

Pubblicato il 11 mag 2016 alle 10:30 am

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